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Sipario su «Stregati dalla musica», e l'opera lirica diventa «easy» per i ragazzi PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Pascali   
martedì 17 aprile 2018
 Matteo e Franscesco spedicato 
Parte la rassegna «Stregati dalla musica», kermesse che chiude l’omonimo programma di didattica e teatro musicale firmato dai fratelli musicisti Francesco e Matteo Spedicato con la loro associazione «Orpheo» e che negli ultimi due anni ha coinvolto oltre 36mila bambini e ragazzi delle scuole. Primo appuntamento oggi con un debutto, dell’accattivante rivisitazione in versione pop del capolavoro di Donizetti, «L’elisir d’amore», con sorprese e colpi di scena. Poi, a grande richiesta, torna «Tito – Il cantante piccoletto», anche in una messinscena pomeridiana per le famiglie, domenica 22 aprile alle 18.30, per la prima volta a Lecce. Complessivamente saranno otto giorni di rassegna, tutti al teatro Politeama Greco di Lecce, due spettacoli originali, sempre con il coinvolgimento del pubblico, tutti con orchestra dal vivo, per 15 repliche complessive, 13 delle quali già esaurite. Da oggi e sino al 21 aprile andrà in scena «L’elisir d’amore», dal 22 al 24 invece, «Tito il cantante piccoletto».
Ed è così che l’opera lirica diventa pop e riempie i teatri. È il risultato della «rivoluzione», partita dalla Puglia, dei fratelli musicisti leccesi Francesco e Matteo Spedicato, con l’associazione «Orpheo», autori di «Stregati dalla musica», il programma di didattica e teatro musicale che negli ultimi due anni ha coinvolto oltre 36mila bambini e ragazzi, attestatosi per questo come il più grande del Mezzogiorno. Gli spettacoli del programma «Stregati dalla musica» si distinguono per il carattere interattivo con cui si propongono al pubblico, che diventa parte attiva della messinscena. Entrambi vedono la direzione musicale del maestro Eliseo Castrignanò e la regia di Giovanni Guarino. Ad interpretare le opere sono professionisti d’esperienza e giovanissimi artisti selezionati in tutto il sud Italia. Indispensabile protagonista è anche l’Orpheo Ensemble, formazione giovanile interamente composta da musicisti talenti del territorio salentino. Con «L’Elisir d’amore» gli Spedicato danno avvio ad una sorta di «collana» di rivisitazioni «easy» di opere liriche attorno alle quali si evolvono i vari progetti del programma di didattica portati nelle scuole: ogni anno ne sarà presentato uno nuovo dedicato ad un lavoro musicale famoso nel mondo. Il prossimo anno toccherà all'opera buffa capolavoro di Gioacchino Rossini, «Il barbiere di Siviglia». «Puntiamo a bambini e ragazzi, per formare un pubblico nuovo. La lirica deve tornare ad essere per tutti», dicono Francesco e Matteo Spedicato. I fratelli Spedicato sono partiti dalla scrittura di una nuova versione del libretto operistico firmato da Felice Romani per le musiche di Gaetano Donizetti, facendolo diventare il punto di partenza per la costruzione dello spettacolo. Sono loro, dunque, sia l’adattamento che la scrittura dell’opera, anche con l’introduzione di elementi nuovi, con il tocco che ormai li contraddistingue.
A firmare la regia è Giovanni Guarino, baritono pugliese, oggi titolare della cattedra di Arte Scenica presso Il Conservatorio «Nino Rota» di Monopoli, regista lirico dalla grande esperienza e dalle numerose collaborazioni di prestigio in tutto il mondo. Ha contribuito a far funzionare al meglio la scrittura con interventi che strizzano l’occhio ai ragazzi e ai simboli più pop del contemporaneo. «È una storia cucita su “L’Elisir” di Donizetti. Abbiamo scavato nei caratteri dei personaggi per farli arrivare facilmente al cuore dei più giovani. Non abbiamo voluto renderla una favola, perché non lo è, ma abbiamo spinto su quei valori che contiene come amore, amicizia, rispetto dell’altro. Ne viene fuori uno spettacolo molto carino, con ambientazione in una masseria del Salento, tra contadini, con i brillanti colori estivi del nostro territorio - dice Guarino, che ha voluto portare in scena anche un pezzo della tradizione di uno dei carnevali più celebri del sud Italia, quello di Putignano, attraverso la collaborazione con il maestro cartapestaio Deni Bianco che ha realizzato il carretto con cui fa irruzione sulla scena Dulcamara -  Sarà un simpatico ciarlatano, che interpreterò io direttamente, che venderà un elisir diventato però in questo caso vino negroamaro». La parte musicale è invece stata affidata a Castrignanò, direttore dell’Orpheo Ensemble che dirigerà pure nei giorni di messinscena e che per «L’Elisir» ha riadattato ed orchestrato la parte musicale. «Per rendere l’opera più a misura di bambini e ragazzi, è stata fatta una riduzione anche dal punto di vista musicale. Ho lavorato su alcune modifiche di accordi scritti da Donizetti, per far legare una sezione con un’altra - dice Castrignanò - Ho messo le mani anche sull’armonia in qualche caso ed ho sintetizzato tutto con parti completamente riscritte, attenendomi chiaramente sempre alla parte originale del compositore». Il cast: Adina sarà interpretata da Maria Merovich ed Angelica Mele, Nemorino da Maurizio Pellegrini e Luigi De Lorenzo, Belcore da Giorgio Schipa. Dulcamara sarà Giovanni Guarino.
Le scenografie animate sono firmate dai visual artist Piero Schirinzi e Andrea Raho. «Tito il cantante piccoletto» rimane il progetto di punta del programma. È uno spettacolo musicale scritto dai fratelli Spedicato che racconta con fantasia e brio la vita e i successi di Tito Schipa. Lo spettacolo è tratto dall’omonimo libro e lo scorso anno è stato visto da oltre 16mila spettatori. I testi e le musiche sono dei fratelli Spedicato  con arrangiamenti e orchestrazioni di Eliseo Castrignanò. La regia, anche in questo caso, è di Giovanni Guarino. Lo spettacolo ha due protagonisti, Tito, interpretato dallo stesso Francesco Spedicato, ed Emilia, interpretata da Claudia Presicci, 17enne di Galatina. Sul palco anche l’attore Luigi Giungato, a ricoprire vari ruoli nel corso dello spettacolo. Narratore è Maurizio Pellegrini. Le illustrazioni del libro sono diventate scenografie animate grazie ai visual artist Piero Schirinzi e Andrea Raho.
 
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