17 Luglio 2018

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Dopo oltre un anno di restauri, chissà perché la durata di questi lavori si allunga sempre, tornano alla luce due importanti monumenti della città: Porta Napoli e piazzetta Vittorio Emanuele II. I lunghi lavori di restauro ce li hanno restituiti al loro antico splendore. Porta Napoli, ovvero il nostro Arco di Trionfo, fu edificata nel 1548 dal “solito” Giangiacomo dell’Acaya, prendendo il posto della vecchia porta di San Giusto. Orientata a nord-ovest, verso Napoli appunto, venne costruita per celebrare le gesta dell’imperatore Carlo V. Fu, per questo motivo, costruita come gli archi di trionfo romani.   Piazzetta Vittorio Emanuele II, più nota come piazzetta Santa Chiara, è un

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Eretto nel 1822 in onore della venuta di Ferdinando di Borbone a Lecce e’ posto nel centro della piazza antistante porta Napoli, e’ fregiato da basso rilievi ed e’ posto su una pedana piantata su un basamento a gradinate.

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Costruita nel 1663 da Zimbalo, la sua facciata anch’essa settecentesca e’ ancora incompleta, ha aquile e leoni che richiamano la facciata della chiesa di S. Croce, che rappresentavano il simbolo del Papato e dell’impero. La porta di ingresso e’ ricoperta di Bronzo, indicante il lusso del settecentesco. La chiesa rappresenta la tipica pianta a croce latina.

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Fondata da Anacleto II, fu donata nel 1133 dal conte Accardo al monastero delle Benedettine. Il prospetto molto semplice ed austero, caratterizzato da una cancellata che apre la porta al monastero, dove vi e’ la statua di S. Benedetto. La sua linearità dell’esterno si contrappone allo sfarzo Barocco, che vi e’ all’interno.

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Nell’angolo, aperto dalle vie Umberto I° e Principe di Savoia, la chiesa settecentesca, fu ricostruita nell’1765, e’ la chiesa dove si riunisce la comunità di rito greco- bizantina. Molto importanti sono i numerosi dipinti su tavola con iscrizioni greche, che ritroviamo nel suo interno, che ornano le pareti e iconostasi, che e’ il diaframma, che nelle chiese di rito bizantino era lo spazio dedicato al popolo.
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