21 Luglio 2019

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Esistono odori forti, che hanno la densità tipica dei colori, quasi la determinazione necessaria a rappresentarsi da sé. Autodeterminazione che li porta ad essere come istanti di vita su una tela (o quel che ne fa le veci). Sono i colori dell'anima quelli che appartengono ai dipinti di Antonio Rocco D'Aversa, che per tutti, ormai, è Puccetto. Pittore, poeta, ma prima di ogni cosa uomo, o meglio, simbolo di un'arte e di un modo di fare arte che affonda le proprie radici nell'espressione pura e diretta che l'anima ha nel suo farsi, appunto, arte. Come se mente e corpo non fossero altro che uno strumento, un fuggire le consuetudini, un mulinare di energie e sensazioni, solitarie nel vento che non

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Il graffitismo come ricerca e sperimentazione. La pittura di Massimo Pasca scandita dalla forza tribale del segno, trasposizione in immagini di una trance compositiva interiore che coinvolge i sensi e le percezioni della realtà che, attraverso la sua straordinaria dote di codifica/decodifica, riesce a tramutare nella forza espressiva del segno. Il tratto come catarsi. Entrare in uno stato di trance per inglobare il mondo e "sputarlo" fuori attraverso la lampante brevità

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Temistocle De Vitis fu artista originario di Carpignano Salentino, nato nel 1904 e morto a New York nel 1973. Diplomatosi presso l'Accademia di Belle Arti di Lecce continuò gli studi perfezionando la sua arte a Roma, Milano e Venezia tra il 1923 ed il 1930, poi a Parigi (dove fu uno dei principali animatori della scena artistica). Nel '31 il ritorno a Lecce dove tenne una personale e poi Parigi, dove visse per 11 anni. Nel '48 il trasferimento definitivo a New York. Negli anni

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Ci sono momenti in cui, uno scatto o una pennellata non sono espressione del mondo, ma percezioni che si posano nell’esistere dello spazio umano nel mondo. Lo sguardo più vero è la realtà che vive in noi. Dice: "Quello che disegno, spesso è il ricordo di un incubo". Nel sogno, che si fa incubo, si snoda un periodo di reminescenza che genera visioni e percezioni. La mano che si muove su una tela o guida, coadiuvata dall'occhio, l'agire ed il

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C'era esigenza di nuovo, di tumulto. Le nuove generazioni iniziavano ad avvertire stanchezze e pesantezze attorno agli stilemi culturali perpetrati dall'accademia italiana. La cultura risultava lontana oltre che nel tempo e nello spazio, anche negli intenti. Tutta questo senso di inadeguatezza sfociò nel Futurismo che già dal 1909 agitava l'Italia nel tentativo di cambiare la cultura e la società, abbattendo il vecchio ed instaurando una nuova cultura fondata

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