21 Gennaio 2019

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La sensazione era quella, costante, di poter abbreviare il percorso, ma la strada non prometteva nulla di buono. Così, Yukìo, voltandosi verso di me, disse - Riusciresti a contare le distanze fra passi e passi? C'è tutto lo spazio di un respiro. Così dicendo riprese a guardare nel vuoto, oltre il finestrino, dove solo il suo sguardo poteva posarsi. Ricordo ancora quando, da piccoli, Yukìo inseguiva il suo aquilone nella speranza di poterlo raggiungere nel cielo. Mi raccontava sempre di una palude. Me ne parlava come fosse un posto magico. Per lei era una vera ossessione. Quel posto le era rimasto impresso sin da bambina. Di quella volta, Yukìo, non ricorda nulla, se non la sensazione di uno

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La rubrica letteraria online di Salentoinlinea è lieta di accogliere fra le proprie pagine la poesia in dodici frammenti, inediti, "Prime Ferite" di Stefano Zuccalà. Un linguaggio che è autentico e reale, che ha il sapore della modernità, il tempo di una canzone. Perché Stefano Zuccalà è anche autore di canzoni. E se la poesia è sempre stata ritmo, in questo caso, sa giocare con le note. In maniera autentica. Disinvolta. Il passo

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  Poi, c'era il ricordo. Poi, c'era il ricordo. Di luna che scivola per la via, stretta, nella mezzanotte del paese. Nella oscura scappatoia di una poesia. Chiusi, i nostri perché, persi nei discorsi che rintoccano sulle onde di pietra di un palazzo barocco. L'assunto, pensiero, che varca il confine. Dove confine non c'è. Un orizzonte che strappa i pensieri, come brandelli, metamorfosi delle onde, i sogni si arricciano. Nei sassi, ai lati della strada, nelle

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Quando una mano e tutto ciò che comporta diventa metafora del vivere. La mano, racconto breve di Canallegri si inserisce sulla falsariga delle epifanie dei Dubliners di James Joyce. Paralisi e fuga. Il tema dell'opera dello scrittore irlandese. Paralisi e fuga come sintesi estrema dell'esistere. Il vivere che è costretto alla paralisi, che è costretto alla fuga - la morte - come fuga e paralisi estrema di noi. Una piuma, come universo reale della vita, il

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Poesia che sa di pelle e sangue, misto di sogni e sospiri di terra, che avvolge e spreme. Parole da vivere e non da leggere, ma da lasciarsi risucchiare, come le stesse parole sono un vortice che si risucchia da sé. Abolizione sistematica dei palpiti del cuore che si fanno onda che preme forte  su pelle e sogni, malinconie e cervello, passato e futuro in un limbo perpetuo di immaginifica creazione. L'artista Luciana Manco inaugura la nostra rubrica interamente dedicata alla

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