Fede e devozione popolare in «Cose te Ddiu e sunetti te Natale» di Alfredo De Masi
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Fa venire alla mente, il libro di Alfredo De Masi «Cose te Ddiu e sunetti te Natale» (Edizioni Grifo – 2017, 209 pagine, 13 euro) le parole di Elie Wiesel: «Ricordarsi significa far rivivere frammenti di esistenza, salvare esseri scomparsi, illuminare volti e avvenimenti… combattere l’oblio, scacciare la morte». Perché tra i meriti che devono essere ascritti a questa pubblicazione – e non sono sicuramente pochi – vi è sicuramente ed in primis quello di aver salvato dall'infido mare dell'oblio un patrimonio inestimabile della tradizione orale salentina altrimenti destinato ad andare irrimediabilmente perduto. Si tratta di preghiere, invocazioni, richieste di suffragi e componimenti poetici a sfondo religioso che De Masi ha recuperato e racchiuso in questo libro, Per far ciò l'autore raccoglie testimonianze e ricordi di anziani del suo paese, Merine di Lizzanello, ma non solo, trasformandoli pertanto in veri e propri “ultimi testimoni privilegiati” di una cultura popolare che vive ormai, purtroppo, solo nella memoria di pochi ma che grazie a De Masi diventa immortale. Sapiente la divisione delle orazioni che l'autore compie: preghiere in preparazione alla messa e di ringraziamento, per la confessione, per la comunione, preghiere alla Madonna, ai Santi, contro il maltempo, del mattino e della sera, devozionali, dottrinali, per i defunti e, infine, i sonetti di Natale.