di Stefano Meo

Rivisitare l’opera di Roberto Vecchioni attraverso un percorso storico-musicale. Un tracciato onirico che si frantuma per poi rivivere nella mente e nelle speranze delle generazioni future.
“E la tempesta ci sorprese” è il recital ispirato all’opera dell’artista lombardo ‘professore’ e poeta della canzone d’autore che andrà in scena sabato 31 gennaio prossimo sul palco del Teatro Comunale di Galatone. Ad interpretarlo sette musicisti salentini di chiara fama su idea e testo di Alberto Minafra.
Max Vigneri (voce), Donato Chiarello (voce narrante), Gianluca Milanese (flauto), Egidio Presicce (sax), Alessandro Casciaro (piano), Stefano Rielli (basso), Ovidio Venturoso (batteria) ripercorreranno musicalmente la zona dei navigli a Milano ripensando al sogno collettivo e personale degli anni sessanta. Sogno che inizia idealmente con Abebe Bikila che passa per primo, scalzo, sotto l’Arco di Costantino e vince a Roma l’oro olimpico nella maratona. E prosegue poi con la prospettiva di un cambiamento generazionale in nome della collettività a e solidarietà ripensando a Jan Palach e agli ‘Angeli del Fango’ a Firenze nel ’66.
Sogno che inizia a frantumarsi nel decennio successivo avvolto da una spirale di violenza ideologica con la ‘tempesta’ drammatica di tragici fatti a Torino coinvolgendo la ‘poetessa dei navigli’ Alda Merini che ha vissuto quei momenti in un ospedale psichiatrico credendo, con ottimismo, che quei sogni avranno continuità e compimento nelle generazioni future.
“Un lavoro impegnativo e per questo ancor di più stimolate – il commento di Max Vigneri, voce solista – checoinvolge tutti i musicisti che si esibiranno sul palco. Saranno ottanta minuti di spettacolo, per la prima volta in scena, che sicuramente il pubblico apprezzerà”.

