Lo scorrere di un intero anno attraverso il seppiato di vecchie foto, poesie e aneddoti, con il Calendariu 2026. Torna anche quest’anno, per la sua ventitreesima edizione, il tradizionale lunario che «racconta» il territorio di Ruffano e pubblicato a cura di «Una mano per te», cooperativa sociale onlus.

La copertina di quest’anno è un tributo alle giovani donne della seconda metà del Novecento, un «omaggio a “comu erane” belle queste fanciulle nella loro semplicità e naturalezza – spiega Laura De Vitis, direttore responsabile della pubblicazione – Ragazze che frequentavano “la mescia” e lì apprendevano “l’arte della sarta”, che per qualcuna diventava un lavoro e per altre la conoscenza di un’arte da utilizzare quando si rendeva necessario». Mantenendo fede al suo inconfondibile stile, il calendario prosegue in una romantica narrazione del passato attraverso foto che ritraggono momenti di vita quotidiana e scene feriali, gruppi di ragazzi, giovani nelle loro divise militari, processioni, prime comunioni e tanto altro ancora. Bella, in modo particolare, è una foto di gruppo delle scuole elementari di Ruffano nell’anno scolastico 1955-1956. Ad accompagnare ogni mese del lunario ci sono poi le rubriche Detti del mese, Glossario, Proverbi salentini e Filastrocche a cura di Laura De Vitis, gli Epigrammi firmati da «Ieu», le poesie di Gino Fiorito, Roberto Bray e di Adelina-Sonia Mãrginean. Ed infine, l’immancabile e attesissima «La cucina te la Giovanna», rubrichetta che propone gustose ricette tipicamente salentine e locali. Tutto ciò fa del Calendariu 2026 un suggestivo compagno di viaggio per dodici mesi, un vero e proprio oggetto di culto ma anche un validissimo strumento per fermarsi a riflettere quanta gioia e quanta felicità c’era nella vita dei nostri padri. «Ringraziamo con affetto coloro che annualmente attendono il Calendariu – conclude Laura De Vitis - e quanti per la prima volta ci onoreranno, facendoci essere presenti nelle loro case, nei loro uffici e nelle loro attività».