Cesira Menchetti ha avuto una vita certamente non comune. Tanto straordinaria da sembrare un romanzo. E Sergio Fontana, suo pronipote, ha deciso di raccontarla. Firma così Cesira. Ciò che non è dato sapere, romanzo pubblicato per i tipi di Besa Editrice, un racconto che ci trasporta dai casali della Val di Chiana, dove Cesira nacque nel 1878, esattamente a Bettolle, in una famiglia di solida cultura contadina. Quella di Cesira è la vita di una donna bella, ignorante ma intelligente, saggia e decisa, vissuta sullo sfondo di un’Italia contadina tra la fine dell’Ottocento e il Novecento, tra le ipocrisie della ricca borghesia agraria pugliese. Cesira a vent’anni fugge da quel mondo e da un matrimonio sbagliato, approdando a Napoli. È qui, nel 1899, che il destino le fa incontrare Michele Rossi, rampollo di una stirpe di latifondisti di Canosa di Puglia, medico mancato e intellettuale formato a Berlino. Il loro amore nasce in segreto, tra le stanze degli studenti fuori sede dove Cesira lavora come donna delle pulizie. Una relazione proibita che nel 1902 porta alla nascita di Amelia, costretta all'abbandono in orfanotrofio. Solo dieci anni più tardi, con l'arrivo del secondo figlio Ferdinando, Cesira troverà la forza di intraprendere una battaglia legale per riprendersi la primogenita. La loro vita si divide tra Napoli e «La Torre», la grande tenuta agricola a Minervino Murge, ma il matrimonio arriverà solo nel 1923, dopo la morte della madre di Michele, che aveva sempre osteggiato quella donna di umili origini. Rimasta vedova nel 1929, Cesira prenderà le redini della masseria e la guiderà con pugno di ferro e intelligenza fino alla morte, nel 1963. Una figura così potente che Lina Wertmüller, girando a Minervino I Basilischi, volle ispirarsi proprio a lei per il personaggio della grande proprietaria terriera. Perché quella di Cesira è una figura che cattura: ignorante eppure saggia, dura e coraggiosa, è una donna che ha lottato con le unghie per i suoi figli, trattando alla pari i contadini, tenendo testa agli uomini e arrivando a fronteggiare i tedeschi con pistola alla mano. Un’anomala signora toscana al comando di una grande masseria pugliese tra gli anni Dieci del Novecento e il secondo dopoguerra. Nato a Milano da genitori pugliesi, Sergio Fontana vive e lavora in Umbria. Archeologo di formazione, dopo aver lavorato nell’ambito della ricerca sul campo in Africa del Nord e a Roma, oggi si occupa di prodotti multimediali di divulgazione sul mondo antico e di allestimenti espositivi. Ha realizzato le applicazioni Colonna Traiana (Mondadori Electa 2013; Parco Archeologico del Colosseo 2024), Imperial Fora (Sema 2015), Mostri Mitologici (Sema 2017). È autore dell’iBook Colonna Traiana (Mondadori Electa 2013) e del libro per ragazzi Mostri Mitologici (Scienze e Lettere 2017). Ha scritto i romanzi H. Memorie di Eracle (2019) e Fibula. Confidenze di un oggetto parlante (2020), Che fine ha fatto Romolo (2022), Il braccio di Marmo (2025), tutti pubblicati da Edipuglia.
«Cesira. Ciò che non è dato sapere», la vera storia di una donna forte narrata da Sergio Fontana
- Giuseppe Pascali
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