Un racconto intimo e profondo di un giovane ragazzo alla scoperta della sua strada e del suo posto nel mondo. Esce in libreria per i tipi di Besa Muci Editore Non ho mai visto la pioggia, il romanzo di Stefano Volp scritto in forma di diario, tradotto dal portoghese da Giacomo Falconi ed inserito nella collana Rendez-vous. Volp, scrittore, sceneggiatore e regista brasiliano, dedica il suo romanzo, pubblicato in Italia per la prima volta nonostante in Brasile sia già uno degli scrittori e dei registi più acclamati della nuova generazione, «Ai genitori adottivi e i figli adottati di tutto il mondo», Lucas è il protagonista di questa storia intensa e a tratti dolorosa, affidata a un diario, quello che il diciannovenne è obbligato dalla psicologa a tenere dopo il terzo tentativo di suicidio. Sì, perché la vita di Lucas, all’apparenza perfetta, è segnata da un senso di vuoto inspiegabile, da un’infelicità che non gli dà tregua, e che nemmeno l’amore di Suzi e l’amicizia di Pedro riescono a mitigare. Proprio quando loro due lo tradiscono, e scopre, per di più, che la madre è in gravidanza avanzata, in lui esplode la sensazione di un rifiuto costante. Non sembrano esserci altre vie d’uscita: solo un messaggio, che lo invita a guardare un video su YouTube, interrompe l'ennesimo tentativo di farla finita. Lucas è senza parole. C’è un ragazzo in quel video, e quel ragazzo è identico a lui. È nato il suo stesso giorno. Decide così di tornare in Brasile, la terra in cui è stato adottato ancora in fasce, per ritrovare il gemello perduto.  Eppure il destino ha in serbo per lui altre sorprese: nuove verità che sovvertiranno il suo sguardo sulla vita, aiutandolo a guardarla da tutt'altra prospettiva. Stefano Volp è laureato in Giornalismo, sta conseguendo un master in Linguistica Applicata presso l’Universidade Federal do Rio de Janeiro (UFRJ). Ha lavorato come sceneggiatore per serie destinate a piattaforme di streaming internazionali, tra cui Netflix e Disney+, e ha collaborato con riviste e quotidiani brasiliani.