Esiste una mimetica che non si toglie mai: quella dell’anima. Maurizio Bisanti, con il suo libro Il Leone nell’Anima (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno), consegna al lettore una testimonianza intensa e autentica.  Il libro ripercorre le tappe fondamentali di una vita: l'addestramento d'élite nella Brigata Marina San Marco, il giuramento, la missione Libano 2 a Beirut. Ma questo libro è anche un canto intimo e generoso sulla famiglia e il suo ruolo, che viene descritto non come semplice supporto e sostegno alle tempeste della vita, ma come parte integrante di un progetto di resilienza quotidiana, fatto di minuti, ore, giorni, mesi, anni. La fede poi, l'intervento della Madre Celeste e il recupero della propria dignità trasformano come un processo di alchimia spirituale in oro puro, ogni esperienza narrata. Come scrive l’autore: «Non siamo noi che apparteniamo alla terra, è la terra che ci possiede».  Il volume, che vede una nota di Grazia Piscopo e la prefazione del Capitano di Vascello Massimo Lisi, si pone come un testo cross-mediale, capace di parlare alla coscienza di tutti. «E per chi, come me, conosce il San Marco e porta ancora addosso quel “Leone”, ciò che Maurizio scrive fa riemergere volti e nomi che non restano sulla pagina- dice Nicola Tropeano -. Tornano vivi. Li rivedi, li risenti. E mentre leggi è come tornare lì, passo dopo passo, accanto a lui e a tutti quelli che hanno condiviso quella storia. Le parole diventano l’essenza della vita che Maurizio ha vissuto nel San Marco. Le storie sono un frammento indelebile di ciò che siamo stati e che continuiamo a essere. Racchiudono i valori del nostro San Marco, valori che Maurizio ha incarnato per tutta la sua carriera. E quando queste parole si fissano sulla pagina acquistano peso, diventano solide, restano. Diventano un’eredità che non si cancella, proprio come le vicende che il mio amico Maurizio ha scelto di condividere con noi attraverso la sua voce e il suo cuore. Questo libro non parla solo di lui. Parla di tutti noi. E fa bene riascoltarci». Scrive Grazia Piscopo: «Nessun’altro avrebbe avuto più diritto di me per la delicata operazione di revisione alle bozze del testo che mio marito un giorno mi ha sottoposto. Era il testo che raccontava il periodo più importante della sua vita. Dieci interi anni. E solo io conosco, avendolo vissuto anche se in maniera diversa, il peso e il valore che il Battaglione San Marco, per Mare e per Terra, hanno avuto nel suo cuore. Tutto quello che ha raccontato, vergato nei suoi più vividi ricordi nei ritmi frenetici di attività intense sia fisiche che mentali, solcando i mari e impugnando armi ed esplosivi nei posti più desolati della terra, sono consapevole invece che, per una sorta di legge di bianco e di nero, io lo abbia vissuto in maniera diametralmente opposta, nell’immobilismo casalingo che in quel momento il mio ruolo richiedeva». Maurizio Bisanti, Primo Maresciallo Aiutante Ma/BSM (in congedo) è nato a Lecce il 10 dicembre del 1956, dove vive attualmente. Nel gennaio del 1977 arruolato e incorporato per disimpegno degli obblighi di leva a Maridepocar Taranto. il 4 febbraio 1977 trasferito e assegnato al Battaglione San Marco. Congedato con il grado di Sergente il 30 giugno 1978. per fine ferma. Il 7 gennaio 1979 in servizio richiamato su domanda. Ha prestato servizio destinato a bordo per obblighi di imbarco di categoria: dal 1984 al 1986 con il grado di Secondo Capo Spe a bordo dell’Incrociatore Lanciamissili “Vittorio Veneto” quale Capo Gruppo Artiglieria Lato Sinistro e dal 1991 al 1994 con il grado di Capo di 2^ classe a bordo della Nave Anfibia “San Marco” quale Capo Cannoniere. Nel 1993 eletto a disposizione per tre anni a Roma presso il Cocer Interforze della Rappresentanza Militare nella categoria B dei Sottufficiali, Sezione Marina. Negli anni di servizio al Reparto ha ricoperto vari incarichi operativi, addestrativi e logistici. Ha Partecipato a numerose missioni in contesti nazionali e in aree di conflitto internazionale.