La storia di un’impresa salentina raccontata sul filo del sentimento e della nostalgia. Ha queste caratteristiche La distilleria Lanzillotto nel territorio di Galatone, il libro di Maria Coltura Lanzillotto (Edizioni Milella), con cui l’autrice racconta la storia dell’impresa salentina, scomparsa da circa 70 anni, ambientandola nel contesto territoriale in cui ha operato. Il saggio di si presenta come un’opera di grande valore storico, culturale e umano, capace di riportare alla luce una pagina significativa della memoria imprenditoriale salentina. Attraverso un accurato lavoro di ricerca documentaria e di raccolta di testimonianze familiari, l’autrice ricostruisce la vicenda della storica Distilleria Lanzillotto, un’impresa ormai scomparsa da circa settant’anni ma ancora profondamente radicata nella memoria collettiva del territorio. Fin dalle prime pagine emerge con chiarezza il forte coinvolgimento personale dell’autrice, nipote del fondatore della distilleria. Questo legame familiare non limita l’obiettività della narrazione, ma anzi conferisce al testo autenticità e partecipazione emotiva. La ricostruzione storica si intreccia infatti con la dimensione affettiva, dando vita a un racconto che non è soltanto cronaca economica, ma anche testimonianza di un’identità territoriale e familiare. Il risultato è un saggio che riesce a coniugare rigore storico e sensibilità narrativa. Uno degli aspetti più interessanti dell’opera è la capacità di contestualizzare la storia della Distilleria Lanzillotto all’interno del più ampio panorama sociale ed economico del Salento dell’epoca. L’autrice non si limita a descrivere l’attività produttiva dell’azienda, ma ricostruisce il clima culturale, le dinamiche economiche e le trasformazioni sociali che hanno caratterizzato il territorio. In questo modo il lettore comprende come la distilleria non fosse soltanto un’impresa commerciale, ma anche un punto di riferimento per la comunità locale, capace di incidere sulla vita quotidiana delle persone e sul tessuto economico della zona. Particolarmente efficace è anche il lavoro sulle fonti. Documenti, memorie familiari e testimonianze vengono utilizzati con attenzione e rispetto, contribuendo a dare solidità alla narrazione. Si percepisce un lungo e appassionato lavoro di ricerca, volto non solo a preservare un patrimonio storico privato, ma soprattutto a restituirlo alla collettività. In questo senso il libro assume anche un importante valore civile: recuperare la memoria di un’esperienza imprenditoriale significa infatti salvaguardare una parte della storia locale che rischiava di andare perduta. Dal punto di vista stilistico, il saggio si distingue per una scrittura chiara, elegante e accessibile. L’opera di Maria Coltura Lanzillotto va quindi oltre la semplice ricostruzione di una storia aziendale. È soprattutto un atto di memoria e di restituzione culturale, un omaggio a una realtà imprenditoriale che ha contribuito allo sviluppo economico e sociale del Salento e che oggi, grazie a questo saggio, torna a vivere attraverso le parole e i ricordi.