Esiste un legame profondo e indissolubile, intessuto dal ricordo e ancorato al suolo rossastro di una terra millenaria, capaci di connettere i simboli universali dei Tarocchi di Marsiglia alle testimonianze più intime e viscerali della cultura salentina. È proprio questo l'affascinante percorso tracciato da Claudia Gaetani nel suo libro di poesie Gli Arcani Leccesi (pubblicato da Il Raggio Verde Edizioni), arricchito dalle opere visive di Diego Paparelle e con la consulenza dialettale di Marco Renna. Un volume che trae origine da un impegno preso in sogno e da un itinerario spirituale condotto tra le campagne ferite del Salento, convertendo le ventidue figure degli Arcani Maggiori in stazioni d'introspezione personale, comunitaria e filosofica. Il testo si colloca all'interno di un'operazione d'integrazione culturale di grande pregio: i tarocchi superano il classico utilizzo oracolare o descrittivo per trasformarsi in soggetti parlanti. Per dar vita a questa voce, l'autrice non ricorre a un italiano solenne, bensì al dialetto leccese — descritto come una decisione legata alle proprie radici e un riavvicinamento alla lingua nativa, in cui la musicalità anticipa il senso del testo. L'accurata revisione linguistica conferisce ai versi una schiettezza viva e potente, affiancata dalla traduzione in italiano nella pagina a fronte. Le illustrazioni ad acquerello di Diego Paparelle donano una veste figurativa a tale fusione, realizzando un'originale reinterpretazione antropologica. Ogni figura delle carte si specchia ed è radicata nei luoghi e nelle tradizioni locali: Il Mago (Lu Macu) assume il ruolo dell'auspice impiegato nella pratica tradizionale del trarre gli auspici con le fave, L'Imperatrice incarna la forza catartica e sfrenata della Tarantolata, mentre La Giustizia richiama il profilo sofferto e combattivo delle Tabacchine, le cui foglie essiccate vanno a ricomporre la sagoma di un cuore. Troviamo inoltre personaggi emblematici della devozione e delle vicende storiche della regione: Il Papa rievoca la figura carismatica e innovatrice di Don Tonino Bello, presule di Molfetta originario di Alessano verso la canonizzazione, laddove L'Eremita si muove in silenzio tra i dipinti delle cavità rupestri basiliane. Allo stesso modo, le ambientazioni divengono scenari dello spirito: il faro di Punta Palascia si trasforma nel bagliore della Stella, l'immobilità della Controra estiva blocca il tempo nell'Appeso (L'Appisu), e la convergenza dei due mari a Capo di Leuca segna la netta e maestosa suddivisione propria del Giudizio. Gli Arcani Leccesi supera la struttura della semplice antologia poetica per farsi guida geografica dell'anima. Il libro sarà presentato mercoledì 28 ottobre 2026 alle ore 18 al Must di Lecce (Via degli Ammirati, 11). Ad aprire l'incontro saranno i saluti del sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone. Seguirà l'introduzione di Marco Renna, presidente di Lecce Unica e la relazioni di Alfredo Foresta, architetto: Diego Paparelle, tarologo; Antonietta Fulvio, editore. Concluderà l'intervento dell'autrice.