di Stefano Meo

Una vittoria cercata, voluta, e conseguita della quale se ne sentiva il bisogno e qualche ingenuità di troppo che avrebbe potuto vanificare il tutto. Il Lecce batte il Torino (2-1) al Via del Mare conquistando la prima vittoria casalinga di questa stagione al termine di 90’ nel corso dei quali si è visto di tutto ed anche di più compreso un rigore a favore dei granata proprio nei minuti finali. Il lunch-match delle 12,30 ha messo di fronte due squadre deluse dalle precedenti esperienze con Lazio e Como e le rispettive voglie di riscatto per scongiurare crisi premature. Il Lecce festeggia, il Toro (già sconfitto il 25 maggio scorso) recrimina e recita un mea culpa che potrebbe portare al defenestramento di Marco Baroni.
Inizio alla camomilla con le due formazioni che si studiano, prendono le misure e provano gli affondi. La svolta dopo 20’ con un uno-due alla Tyson che tramortisce i granata: Berisha ispira su calcio d’angolo e su azione mettendo in condizione Coulibaly e Banda di fare centro nel ristretto spazio di 60”. Il Via del Mare esulta, il doppio vantaggio sblocca la squadra giallorossa e da l’impressione che si possa arrivare ad una goleada. Così non è perché il Toro comincia a macinare gioco favorito dal Lecce che arretra il proprio baricentro inspiegabilmente. Gli ospiti collezionano calci d’angolo, Falcone fa gli straordinari, un palo di Nkounkou salva la sua porta poi, finalmente, l’arbitro indica a tutti la via degli spogliatoi.
Nella ripresa nessuna sostituzione e granata che riprendono da dove avevano lasciato chiudendo il Lecce nella propria metà campo. La svolta al 12’: palla persa a centrocampo, Vlasic innesca Adams che fa centro complice una deviazione di Tiago Gabriel. Partita riaperta e tanto amaro in bocca per un gol che si poteva e doveva evitare. Baroni intuisce il momento favorevole e cala gli assi Ngonge e Zapata tenuti inspiegabilmente in panchina. I giallorossi subiscono la reazione granata e quando cercano di verticalizzare non trovano Stulic che si limita a giocare di sponda senza mai tentare una iniziativa personale. All’85’ su ennesima azione d’angolo il neo entrato Morente frana su Coco in area e il direttore di gara assegna il calcio di rigore dopo avere verificato l’azione. Dal dischetto Asllani scocca un tiro debole e centrale che Falcone para senza difficoltà. Ancora 5’ di recupero poi è game over.
“Sarebbe stato un peccato prendere gol al 90’ – il commento di Eusebio Di Francesco – non avevamo sofferto quasi nulla. Sono molto contento della prova caratteriale ed emotiva della squadra”. Medon Berisha sugli scudi per l’ottima prova offerta: “Dobbiamo dire grazie a Falcone, ci ha salvato la settimana ma è stata una vittoria importantissima, meritata, e che pesa molto”. Unico dubbio: come mai in questa squadra non ci sia posto per Maleh che pure vanta 80 partite in serie A.
LECCE (4-2-3-1): Falcone, Gaspar, Štulić (92’ Ndaba), Berisha (82’Kaba), Veiga, Banda (65’ Sottil), Ramadani, Gallo, Coulibaly, Tiago Gabriel, Pierotti (65’ Morente). A disp. Früchtl, Samooja, Siebert, Sala, N’Dri, Pérez, Helgason, Kouassi, Camarda, Gorter, Maleh. All. Di Francesco
TORINO (4-4-1-1): Israel, Vlašić (70’ Aboukhlal), Maripan, Pedersen (70’ Lazaro), Adams, Casadei, Coco, Nkounkou (70’ Masina), Asllani, Tameze (60’ Ngonge), Gineitis (82’ Zapata). A disp. Paleari, Popa, Ilkhan, Anjorin, Dembélé. All.Baroni
ARBITRO: Mariani sez. Aprilia (Colarossi/Ricci)
RETI: 20’ Coulibaly, 22’ Banda, 57’ Adams

