di Stefano Meo

Settima sconfitta stagionale (su 14 partite) per i giallorossi battuti dalla Cremonese con un risultato – 2-0 – che non ammette repliche. Contro una diretta concorrente la squadra salentina ha palesato la ormai cronica sterilità offensiva (patologia incurabile da qualche anno a questa parte che penalizza qualsiasi atteggiamento propositivo o disposizione tattica ndr) resistendo solo un tempo prima di essere messa sotto scopa da un avversario al quale va dato il merito di avere realizzato cinque gol e due vittorie nelle ultime due partite.
L’inizio è anche promettente: concentrazione, attenzione, voglia di fare. Dopo 2’ Stulic ha la possibilità di fare subito il botto ben servito da Berisha ma, tutto solo in area e a due passi dalla linea di porta, svuota la vescica calciando in curva. Della serie ‘questo lo segnavo anch’io’. Dopo 5’ è lo stesso albanese a tentare lo shoot vincente ma Audero para poi tocca a Pierotti (14’) salire agli onori della cronaca (si fa per dire): l’argentino si incunea in area, pretende di marcare anche i fili dell’erba per entrare in porta con tutto il pallone e favorisce il ritorno dei difensori grigiorossi facendo sfumare un’altra ghiotta occasione. Esaurite le già esigue cartucce il Lecce non produrrà più occasioni per il resto della partita pur proiettandosi in avanti secondo un film andato troppe volte in scena. La Cremonese dal suo canto fa gioco, avanza, occupa gli spazi pur producendo poco sul piano delle finalizzazioni.
Nella ripresa i padroni di casa accendono il turbo ed al 48’ beneficiano di un calcio di rigore per un intervento in ritardo di Ramadani su Vandeputte. L’arbitro prima dice che è tutto ok poi, richiamato fal Var, sentenzia che “Il numero 20 del Lecce commette un fallo in area di rigore” e assegna la massima punizione. Dal dischetto Bonazzoli dimostra che quando i penalty si calciano nel modo giusto non c’è portiere che tenga. Falcone intuisce ma non può nulla e la Cremonese passa in vantaggio. La squadra di mister Nicola ha il merito di non arretrare il baricentro e di cercare il raddoppio. Baschirotto, di testa, ci prova due volte realizzando anche due gol entrambi però puniti per fallo sul portiere in uscita.
E allora fuori l’evanescente Stulic per Camarda e fuori Pierotti per N’Dri (67’) ma come recita la formula matematica ‘invertendo l’ordine dei fattori il prodotto non cambia’ ed al minuto 78 la Cremonese concede il bis con Sanabria che di testa finalizza un preciso cross di Zerbin con la complicità di Gaspar e forse anche di Falcone. La partita finisce qui, il recupero XL di ben 7’ non aggiunge nulla a quanto già visto ed a margine della partita resta il mistero di come mai Maleh (80 presenze in A) non riesca a trovare spazio in una squadra come questa.
CREMONESE (3-5-2): Audero, Barbieri (88’ Folino), Baschirotto, Vardy, Bianchetti (88’ Vazquez), Floriani Mussolini, Terracciano, Vandeputte (67’ Zerbin), Payero, Bondo (67’ Grassi), Bonazzoli (73’ Sanabria). A disp: Silvestri, Nava, Valoti, Johnsen, Moumbagna, Sarmiento, Ceccherini, Lordkipanidze. All.: Nicola
LECCE (4-2-3-1): Falcone, Gaspar, Štulić (67’ Camarda), Berisha (77’ Sala), Veiga, Banda (1’ st Sottil), Ramadani (77’ Kaba), Gallo, Coulibaly, Tiago Gabriel, Pierotti (67’ N’Dri). A disp: Samooja, Ndaba, Siebert, Morente, Helgason, Kouassi, Maleh. All: Di Francesco
ARBITRO: Mucera sez. Palermo (Costanzo/Passeri)
RETI: 53’ Bonazzoli su rigore; 78’ Sanabria.

