di Stefano Meo

Ciak si gira. La sessione straordinaria del mercato ha preso il via e chi può corre ai ripari, a seconda dei casi, per mettere una pezza o magari rinforzare ancora la propria squadra per centrare gli obiettivi fissati ad inizio stagione. Il Lecce galleggia ai margini della zona che scotta con 16 punti realizzati in altrettante partite. Luci e ombre secondo la prospettiva dalla quale si guarda il cammino fin qui percorso. Per una ulteriore chiarezza su questo mese di trattative è intervenuto il direttore generale del club Pantaleo Corvino che in conferenza stampa ha illustrato le linee guida della società. A scanso di equivoci è emerso che i tifosi che si aspettano tardivi botti pirotecnici rimarranno delusi.

“Il mercato invernale è il più complicato – la premessa – difficile trovare certezze perché nessuno cede i giocatori che vanno in campo con frequenza e regolarità e noi non possiamo permetterci di acquistarli. Chi non gioca è una scommessa e in quanto tale si rischia, comprando, ancora di più nell’ambito di un gruppo”. Sgombrato il campo da eventuali arrivi di prima fascia il direttore, con molta schiettezza e serenità, ha affermato che: “Migliorare i reparti di difesa e centrocampo è impossibile. Per l’attacco tutti fanno fatica a fare gol anche giocatori acquistati a cifre importanti perché in Italia è difficile segnare. Se dobbiamo continuare a scommettere allora lo facciamo su quelli che già abbiamo perché conoscono meccanismi e movimenti”.

Il mercato di riparazione allora sarà indirizzato verso uno sfoltimento della rosa per cercare collocazione ai giocatori che non trovano spazio. I nomi? Guilbert su tutti. Il giocatore è fuori squadra da inizio stagione, ha l’ingaggio più alto (1,5 mln lordi), è in scadenza e aspetta l’occasione giusta per fare bye bye. A seguire ci sono l’oggetto misterioso Marchwinski acquistato a suo tempo per una cifra vicina ai 6 mln di euro e mai visto in campo per reiterati problemi fisici, Pierret osannato da Di Francesco a inizio stagione poi finito ai margini, Rafia scomparso dai radar da tempo immemorabile ed al quale sarebbero interessati Empoli e Cesena, Helgason che dopo il momento di gloria durato qualche partita ha trovato un posto fisso in panchina, la società gli ha proposto il rinnovo ma ha ottenuto solo un ‘no, grazie’. L’irlandese Ndaba che a sua volta ha trovato giocato spezzoni di partita ed infine Maleh il quale, malgrado le 80 e più partite in serie A non trova spazio nell’undici giallorosso. In scadenza di contratto ci sono Banda, Gallo e Ramadani per i quali la società eserciterà il diritto di opzione a suo tempo. In giallorosso rimarrà anche Tiago Gabriel: “Per il quale abbiamo avuto offerte importanti anche dall’estero, tutte declinate nell’interesse del giocatore e della società”.

In conclusione: “Dobbiamo tenere conto di quelli che ci chiedono di andare via – ha confermato Corvino – e che saranno rimpiazzati. Non è più la serie A di una volta, ci sono proprietà importanti, fondi e quant’altro e non possiamo fare quello che fanno gli altri perché rischiamo di scomparire. La parola ‘scommessa’ è un termine che corrisponde alla nostra realtà e lo diciamo apertamente perché siamo reali e leali”.