di Stefano Meo
Un punto pesantissimo che fa classifica, morale e autostima in vista della gara con la Roma di martedì prossimo. Il Lecce pareggia -1-1 – in casa della Juventus al termine di una partita giocata con intelligenza, fisicità, agonismo e cattiveria sportiva contro un avversario che ha fatto tutto e di più, sprecando anche molto, per centrare il punteggio pieno. Debutto del difensore cileno Perez con Camarda al centro dell’attacco preferito a Stulic. In campo anche Gaspar e Banda appena rientrati entrambi dalla Coppa d’Africa
Partenza col turbo dei padroni di casa che provano a mettere subito il risultato al sicuro ma nel giro di 4’ due miracoli di Falcone dicono di no alle velleità bianconere sulle conclusioni di Cambiaso (3’) e David (7’). Il Lecce è in apnea nella propria metà campo, la Juventus colleziona calci d’angolo trovando un’autostrada sulla sua corsia sinistra con Yldiz. Al minuto 17 il solito Falcone nega la gioia del gol a Cambiaso che scaglia un mancino velenoso dalla distanza. Il Lecce prova improbabili ripartenze e si espone al ritorno dei bianconeri che vanno vicini al gol (29’) ancora con Cambiaso tutto solo davanti al numero uno giallorosso: controllo e tiro in curva. Si arriva così al 47’ in pieno recupero e accade l’impensabile: Cambiaso sbaglia un appoggio in orizzontale, Banda si impadronisce del pallone, salta Bremer e spara un missile terra-ariabucando la porta alla destra del portiere Di Gregorio. Lo stadio ammutolisce ma in tribuna lo squalificato Di Francesco tiene a freno la sua gioia.
La Juventus mette subito in equilibrio la partita dopo appena due minuti della ripresa con McKennie che si ritrova in posizione ottimale al centro della difesa giallorossa, mal controllato da Tiago Gabriel riceve da Yldiz e batte a rete con successo. Dalla panchina Spalletti carica i suoi per mettere in ghiaccio la partita, il Lecce sopperisce all’inferiorità tecnica con una apprezzabile carica agonistica ma il canovaccio della partita rimane lo stesso del primo tempo: bianconeri in pressing e giallorossi col coltello tra i denti. Al 61’ David prova a girare al volo un pallone spiovente in area,Kaba devia colpendo involontariamente la sfera col braccio, l’arbitro rivede l’azione : “Il calciatore del Lecce intercetta il tiro in porta col braccio e la decisione finale è calcio di rigore”. Dal dischetto David si impossessa del pallone (mugugni in tribuna) e scocca un tiraccio centrale inguardabile che Falcone devia col piede.
Stulic e Ndaba avvicendano Camarda e Pierotti (68’) poi Veiga riceve un ‘giallo’ e, diffidato, salterà la prossima contro la Roma in casa. Dopo il penalty fallito la Juve continua a pressare ma in evidente confusione: tanto possesso palla, palleggio esasperato, ma è il Lecce a rendersi pericoloso con Stulic (72’) che sfiora il palo alla destra di Di Gregorio. Un minuto dopo sul fronte opposto Kostic prova la medesima giocata col medesimo risultato. La partita resta aperta. Ci prova Kaba (76’) da buona posizione su assist di Banda ma il tiro in porta è una cosa che qualcuno dovrebbe insegnargli.
Ultimi 10’ vietati ai cardiopatici. Fuori Banda dentro Helgason per contenere le sfuriate bianconere. All’ 88’ David prova a farsi perdonare con un tiro impegnativo ma Falcone ci mette la manona, palo di Yldiz (93’) dalla distanza Openda a porta spalancata mette fuori poi finalmente è game over.
JUVENTUS: Di Gregorio, Bremer, Locatelli (77’ Openda), Kelly, Conceição (1’ st Zhegrova), Yildiz, Kalulu, Thuram (69’ Koopmeiners), McKennie (88’ Adžić), Cambiaso (69’ Kostić), David. A disp. Perin, Pinsoglio, Miretti, João Mário, Cabal, Rouhi, P. Felipe. All. Spalletti
LECCE: Falcone, Gaspar, Pérez (32’ Veiga), Banda (81’ Helgason), Ramadani, Camarda (68’ Štulić), Gallo, Tiago Gabriel, Pierotti (68’Ndaba), Kaba, Maleh. A disp. Samooja, Bleve, Siebert, Sala, N’Dri, Jean, Kouassi, Gorter, Marchwiński. All. Del Rosso
ARBITRO: Collu sez. di Cagliari (Berti/Bianchini)
RETI: 47’ Banda, 50’ McKennie

