di Stefano Meo

Lunch-match indigesto per il Lecce che tocca il fondo con una sconfitta casalinga evitabilissima e vede avvicinarsi il baratro della zona retrocessione. Delusione e amarezza per la squadra di mister Di Francesco che aveva avuto in mano il risultato per 60 minuti dopo essere andata in vantaggio dopo 52’’ di gioco con un gol di Stulic che si libera di Valenti e fucila Corvi con un destro preciso. Dominio, possesso palla, zone del campo tutte coperte, palo di Maleh (34’) ma, cosa non da poco, il raddoppio non arriva. In distinta non c’è Camarda che, secondo Radio Tifo, potrebbe fare bye bye e tornare al Milan.
Nella seconda frazione ad un prevedibile forcing degli emiliani i giallorossi hanno opposto un atteggiamento remissivo, non nuovo peraltro, che ha concesso tutto e di più alla rimonta avversaria fino ad una sconfitta ineccepibile che ha messo in vetrina lacune tecniche ma anche il quoziente intellettivo limitato di alcuni giocatori non nuovi a situazionidel genere.
Si arriva così al minuto 57’ con Banda che dopo avere fallito una buona occasione calciando il pallone in curva (seconda volta in partita) si rende protagonista di un fallaccio gratuito da codice penale a spese di Delpratoin una zona del campo ininfluente. Il direttore di gara prima estrae il cartellino giallo poi, chiamato all’OFR, gli sventola sotto il naso un ‘rosso’ ineccepibile. Il giocatore, non nuovo ad episodi del genere, esce tra le lacrime per la ‘cappellata’ mentre dalla tribuna piovono insulti al suo indirizzo. Squadra in dieci e successivo blackout totale che prelude alla disfatta finale. Il Parma capisce che deve osare e non si fa pregare aumentando i giri del motore. Al 62’ centra la traversa con Barnabè, due minuti dopo Tiago Gabriel devia nella propria porta un tiro cross col più classico degli autogol e al 71’ la ciliegina sulla torta la mette Pellegrino che finalizza di testa un tiro dalla bandierina fissando il punteggio sull’ 1-2 finale. Partita conclusa? Magari. C’è ancora tempo per un palo di Oristanio. Mister Di Francesco prova a raschiare il fondo del barile mandando in campo il neo acquisto Gandelman schierato con Ndri al centro dell’attacco (fuori Stulic) ma non fa i conti con la dabbenaggine dei suoi giocatori, in questo caso Gaspar che nei minuti di recupero sferra un calcione a gioco fermo a un avversario. Rosso anche per lui, Lecce in nove uomini poi il triplice fischio mette finalmente fine ad una tragedia che sconfina nel ridicolo.
“Siamo stati dei polli, la sconfitta è solo demerito nostro per episodi individuali e falli ingenui – il commento di Eusebio Di Francesco – certe cose non si possono commettere a cominciare dal fallo di Banda fino al secondo rosso. Farsi male da soli da doppiamente fastidio. Vedendo la partita più che dare meriti al Parma giusto notare che abbiamo preso gol dall’unico uomo marcato su calcio d’angolo. Un insieme di episodi possono indirizzare la partita in una determinata direzione ma farci del male da soli, questo proprio no”.
LECCE (4-2-3-1): Falcone, Ndaba (78’ Sottil), Gaspar, Štulić (65’Gallo), Veiga, Banda, Ramadani (78’ Coulibaly), Tiago Gabriel, Pierotti (54’ N’Dri), Kaba, Maleh (78’ Gandelman). A disp. Samooja, Bleve, Siebert, Sala, Pérez, Helgason, Kouassi, Gorter, Marchwiński. All. Di Francesco.
PARMA (4-3-2-1): Corvi, Valenti, Pellegrino, Bernabé (80’ Ordóñez), Valeri, Delprato, Keita (63’ Estévez), Ondrejka (80’ Benedyczak), Oristanio (85’ Britschgi), Sørensen, Circati. A disp. Guaita, Rinaldi, Almqvist, Cremaschi, Djuric, Cutrone, Troilo. All. Cuesta
ARBITRO: Marinelli sez. Tivoli (Bindoni/Tegoni)
RETI: 1’ Stulic, 64’ Tiago Gabriel (autogol), 73’ Pellegrino.

