di Stefano Meo

 

Riprendere a fare punti per evitare le sabbie mobili della bassa classifica. Il Lecce ci proverà ‘In quel ramo del lago di Como’ di manzoniana memoria contro un avversario che ha innestato il turbo per conquistare un posto in Champions nella prossima stagione. Dire che si affronta una squadra ostica è un eufemismo se poi ci si mette anche la tradizione negativa è un problema: nell’arco di 95 anni di campionato tra serie A e B i giallorossi non hanno mai vinto a Como se si eccettua un unico successo in Coppa Italia – 0-1 gol di Magistrelli - risalente alla stagione 1982/83.

I numeri sono tutti dalla parte dei padroni casa: seconda difesa e terzo attacco del campionato, prima squadra in Europa per pressing secondo uno studio del CIES Football Observatory. Unico dato confortante la difficoltà degli uomini di Fabregas contro le formazioni medio piccole: Cagliari, Cremonese e Genoa sul terreno dello stadio ‘Sinigaglia’ hanno strappato un punto ed alla lista potrebbe aggiungersi anche il Lecce se riuscirà a bypassare qualche problema di organico come le precarie condizioni di Gandelman (tendinopatia) che potrebbe essere recuperato ‘last minute’, le assenze di Gaspar, per il quale il campionato sembra ormai finito (lesione ai legamenti), e Berisha quest’ultimo ancora alle prese col problema muscolare che lo tiene fuori dal 12 dicembre scorso quando si infortunò nella gara col Pisa.

“Quando gli si aprono gli spazi questa squadra diventa pericolosissima – la parole di Eusebio Di Francesco – non sono cambiati tanto rispetto alla gara di andata, noi invece ci conosciamo meglio”. E’ il caso di correre qualche rischio? “Non mi piace sentire parlare di correre rischi quando il nostro avversario è superiore, i rischi ce li prendiamo nel corso della gara quando è il caso nei momenti giusti della partita e lo faremo di sicuro”. Gandelman? “Ha lavorato in gruppo nella rifinitura, se darà risposte positive alla vigilia sarà in campo altrimenti penseremo alla soluzione migliore. Sicuramente si vedrà qualcosa di diverso, abbiamo un piano A e un piano B che riguarda la loro fare di costruzione e la nostra di possesso”. All’andata Nico Paz fece il fenomeno e uscì tra gli applausi dei tifosi salentini, è lui l’uomo in più del Como? “Ci ha fatto gol, calcia da qualsiasi distanza quando vede la porta, è un talento senza dubbio ma tutta la squadra è in grado di mettere in difficoltà qualunque avversario”.

QUI COMO – “Mi aspetto un Lecce che verrà qui a prendere punti – il commento di Cesc Fabregas – adesso siamo in un momento più maturo e siamo abituati a giocare contro squadre che giocano per la salvezza o che sono al top e abbiamo preparato la partita”. All’appello mancherà Baturina e sarà una assenza importante, fuori anche Addai ma saranno della partita Goldaniga e Diao. Prima della gara con la Fiorentina il tecnico comasco aveva detto che sarebbe stata la gara più difficile, idem con l’Inter. E col Lecce? “I ragazzi mi hanno dimostrato di essere ormai grandi, sanno reagire e capire le cose. Mi auguro che contro il Lecce dimostrino di avere capito gli errori fin qui commessi”.

I giallorossi saranno seguiti da un modesto numero di tifosi. Appena 300 i tagliandi venduti per via della famigerata e inutile tessera del tifoso richiesta anche ai non residenti nel Salento.