di Stefano Meo

Sconfitta senza attenuanti per i giallorossi che affondano nel lago di Como – 3-1 il finale - confermando una consolidata tradizione. I timori della vigilia si sono confermati fondati con la squadra di casa mai in difficoltà al cospetto di una formazione giallorossa, andata anche in vantaggio per prima con l’unica occasione della partita, ma mai capace di imporre il suo gioco all’avversario.
Pronti via ed è il Como a prendere il comando delle operazioni con due grosse occasioni nel giro di 9’. Prima Caqueret poi Douvikas mettono i brividi a Falcone ma al quarto d’ora sono i salentini a passare: cross di Banda dalla sinistra e testa vincente di Coulibaly per il momentaneo vantaggio. Colpito a freddo il Como inizia a carburare e mette sul piatto la sua indiscussa superiorità tecnica e tattica complice una linea difensiva giallorossa troppo alta e difficile da gestire che favorisce i lanci e gli inserimenti di attaccanti e centrocampisti avversari. Ed infatti quattro minuti dopo (18’) Perrone taglia come il burro lo schieramento giallorosso: lancio per Rodriguez, centro per Douvikas e piattone di quest’ultimo che si deposita alle spalle di Falcone. Il Como è entrato in temperatura e preme sulla fascia sinistra dove Rodriguez fa venire gli incubi a Danilo Veiga, il Lecce è incapace di affondare e, puntualmente, arriva il raddoppio dello spagnolo al minuto 36’: Coulibaly perde il pallone a centrocampo, Perrone ne approfitta e lancia Rodriguez che scarta Falcone in uscita e gonfia la rete. La ciliegina sulla torta non poteva venire che su calcio piazzato solito punto debole del Lecce: punizione di Da Cunha allo scadere (44’), la difesa leccese si perde Kempf che di testa non sbaglia. Finisce qui la prima frazione di gioco ma finisce anche la partita.
Nella ripresa Di Francesco inizia la girandola delle sostituzioni mandando in campo Pierotti al posto di un evanescente Ndaba (1’ st) ma non cambia nulla come già accaduto in altre occasioni perché il Como continua ad essere padrone del campo (80 per cento il suo possesso palla) ed il Lecce ad arrancare senza costruire nulla. Le mosse della disperazione arrivano al 59’: Stulic avvicenda Cheddira e Ngom sostituisce Gandelman mai entrato in partita. Risultato? Il nulla cosmico perché il Como continua a gestire senza affanno e nei dieci minuti finali col risultato in ghiaccio concede anche campo ad un avversario incapace di creare qualcosa di credibile sul piano del gioco e delle occasioni.
“Abbiamo pagato profumatamente le nostre disattenzioni – ha commentato Eusebio Di Francesco nel dopo gara – abbiamo preso gol per ingenuità e questo ci serva da lezione. Mi sono molto arrabbiato con i ragazzi, essere in vantaggio di 5 a 3 in area è assurdo ma le responsabilità sono mie. Al di là della sconfitta dispiace come abbiamo preso i gol, subito un uno-due con troppa facilità e un terzo con grande ingenuità” Domenica prossima (ore 12,30) il lunch match con la Cremonese, imperativo categorico vincere: “E’ uno scontro diretto, dobbiamo preparare bene la partita e non possiamo permetterci altre disattenzioni”.
COMO: Butez, Kempf (1’ st Diego Carlos), Caqueret, Douvikas (77’ Morata), Ramón, Rodríguez (84’ Diao), Alberto Moreno, Perrone (64’ Sergi Roberto), Vojvoda (64’ Paz), Da Cunha, Van Der Brempt. A disp. Törnqvist, Vigorito, Cavlina, Valle, Goldaniga, Lahdo, Kühn, Smolčić. All. Fàbregas
LECCE: Falcone, Ndaba (1’ st Pierotti), Siebert, Gandelman (59’ Ngom), Veiga, Banda (73’ Sottil), Ramadani, Gallo, Coulibaly, Tiago Gabriel (84’ Jean), Cheddira (59’ Štulić). A disp. Früchtl, Samooja, Sala, Fofana, N’Dri, Pérez, Helgason, Marchwiński. All. Di Francesco
ARBITRO: Fourneau sez. Roma (Vecchi/Mastrodonato)
RETI: 14’ Coulibaly, 19’ Douvikas, 36’ Rodríguez, 44’ Kempf

