di Stefano Meo

 

Un’altra occasione sprecata. Un’altra figuraccia. Un’altra sconfitta e sono 5 nelle ultime 6 partite. Il Lecce esce con le ossa rotte (0-3 il finale) dal confronto con un’Atalanta arrivata nel Salento per festeggiare la Pasquettagrazie ad un avversario arrendevole, mai in partita e mai pericoloso. Novità in distinta la presenza di Fofana tra i titolari con Gandelman in panchina, in avanti Cheddira è preferito a Stulic mentre Ngom sostituisce un Coulibaly in non perfette condizioni. Parte bene il Lecce mostrando concentrazione  e voglia di fare contro un’Atalanta che contiene bene la manovra giallorossa evitando pericoli non arrivano mai. Fofana ha una palla buona all’11’ ma il suo tiro al volo finisce sulla provinciale 364 Lecce-San Cataldo poi sale in cattedra la formazione bergamasca con una conclusione di De Ketelaere (19’) su sponda di Krstovic che Falconeesorcizza con una prodezza. Il gol del vantaggio dieci minuti dopo grazie a Scalvini che manda al bar Ndaba con una finta e batte il n. 1 giallorosso. Il Lecce non punge, l’Atalanta non forza tempi e giocate ma mette sul piatto la sua superiorità tecnica che, in questo caso, basta, avanza e fa la differenza.

Nelle ripresa l’evanescente Fofana rimane sotto la doccia, al suo posto Gandelman nella speranza, vana, di conferire maggiore spessore alla manovra offensiva. Ma è ancora Falcone a compiere un miracolo su uno scatenato De Ketelaere (51’). Il raddoppio otto minuti dopo con Kristovic (su assist di De Ketelaere) che approfitta di una dormita generale della difesa leccese per firmare il suo nono centro stagionale (uscirà tra gli applausi). La partita sarebbe praticamente finita: il Lecce non c’è, non tira mai in porta, l’Atalanta ringrazia e controlla senza sudare più di tanto. Di Francesco prova a mischiare le carte attingendo dalla panchina ma gli innesti di Stulic, Ndri e Coulibaly producono il nulla assoluto anzi l’Atalanta ha il tempo di centrare la terza marcatura (73’) col neo entrato Raspadori che mette la ciliegina sulla torta. Con più di un quarto d’ora di anticipo le tribune iniziano a svuotarsi ed il fischio di chiusura al 93’ ha la stessa valenza della fine di un incubo che i tifosi giallorossi non meritano.

“Non c’è nulla da salvare – il commento post gara di Eusebio Di Francesco – ma bisogna resettare subito perché non è stato il solito Lecce. Non siamo stati all’altezza, mi auguro sia solo un episodio ma oggi mi ha fatto male e mi dispiace avere offerto questa prestazione nel nostro stadio ma siamo questi, con i nostri limiti e i nostri pregi”.

 

LECCE (4-2-3-1): Falcone; Veiga (68’ N’Dri), Siebert, Gabriel, Ndaba; Ramadani (68’ Coulibaly), Ngom, Pierotti, Fofana (1’st Gandelman), Banda; Cheddira (78’ Stulic). A disp. Fruchtl, Samooja, Sala, Perez, Helgasson, Jean, Gorter, Marchwinski. All. Di Francesco.

 

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti (70’ Kossounou), Kolasinac; Zappacosta  (70’ Bellanova), De Roon (63’ Pasalic), Ederson, Bernasconi; De Ketelaere, Zalewski (63’ Raspadori); Krstovic (80’Sulemana). A disp. Pardel, Sportiello, Bakker, Musah, Samardzic, Navarro, Ahanor. All. Palladino.

 

ARBITRO: La Penna sez. Roma

 

RETI: 29’ Scalvini, 59’ Krstovic, 73’ Raspadori.