di Stefano Meo

foto: dal web

Un ‘ brodino’ che allunga la speranza e lascia apertissima la lotta per la salvezza. Il Lecce non va oltre il pareggio a reti inviolate – 0-0 – a Verona contro un avversario che non vince una partita in casa dal dicembre 2025 e che, grazie a questo risultato, ha evitato la retrocessione aritmetica al cospetto dei propri tifosi. I giallorossi invece hanno esibito in vetrina il solito campionario di modestia tecnica e incapacità nel costruire azioni da gol certificata dal precario numero di conclusioni che hanno lasciato il portiere avversario sostanzialmente inoperoso per lunghi tratti della gara. L’accenno di forcing nel secondo tempo ha generato solo confusione e il provvidenziale intervento del Var nei minuti di recupero ha annullato il gol vittoria degli avversari.

Il primo errore della partita lo commette Di Francesco schierando negli undici iniziali Stulic. Il serbo dimostra subito che la serie A può guardarla solo in tv sbagliando tutto e di più tanto da suscitare la quasi ilarità dei commentatori di Sky. L’ostinazione con la quale il tecnico mette in campo lo pseudo attaccante è ai limiti dell’autolesionismo e farebbe pensare che la formazione non la faccia lui.

Squadre attendiste nei primi minuti di gioco, Stulic (8’) ha una buona occasione dal limite ma si incarta al momento del tiro poi è il Verona a cercare il gol con Belgali (16’) lasciato solo da Gallo. L’esterno veronese tira ma Falcone para, sulla ribattuta Akpa Akpro prova a sua volta ma il numero uno giallorosso sventa ancora. Il Lecce tenta una reazione ma Banda non incide più di tanto, Stulic lasciamo perdere, poi Fere rischia il patatrac con un retropassaggio sul quale si avventa Pierotti anticipato da Montipò. Tutta qui la prima frazione e se questo è il risultato del ritiro anticipato c’è poco da stare allegri.

Nella ripresa Stulic è ancora al suo posto e il Lecce accenna ad un cambio di marcia. Possesso palla, percussione, voglia di fare qualcosa ma di conclusioni o azioni pericolose neanche l’ombra anzi è ancora l’Hellas a farsi pericolosa con Suslov (56’) che impegna Falcone. Al quarto d’ora Cheddira avvicenda Stulic e Ngom rileva Gandelman, la sostanza non cambia poi Di Francesco tenta la carta della disperazione mandando in campo Camarda, negli ultimi 5’ di recupero, a fare coppia con Cheddira. Non accade nulla anzi è il Verona a fare gol con Edmundsson che di testa fa centro su calcio d’angolo. Il Var rileva però un suo fallo su Falcone e l’arbitro annulla. Poi, finalmente, è game over.

“Vedo il bicchiere mezzo pieno – ha commentato Eusebio Di Francesco – volevamo vincere e nel secondo tempo abbiamo alzato di più il ritmo. Bravissimi dietro nel contenere il Verona, meno efficaci del solito per quello che abbiamo proposto. Camarda l’ho visto molto bene in allenamento malgrado si sia allenato con noi solo quattro giorni. L’ho buttato dentro nel finale perché era una partita veramente in bilico”. Venerdì prossimo i giallorossi saranno di scena a Pisa contro i nerazzurri ultimi in classifica. Palla al centro alle 20.45.

 

HELLAS VERONA: Montipò, Frese, Edmundsson, Belghali (87’ Lirola), Suslov (62’ Lovrić), Akpa Akpro (62’ Sarr), Nelsson, Bowie, Bernede (87’ Vermesan), Bella-Kotchap (50’ Valentini), Gagliardini. A disp. Perilli, Toniolo, Bradarić, Lirola, Slotsager, Harroui, Tomich, Cham, Ajayi, Elmusrati. All. Sammarco

 

LECCE: Falcone, Siebert, Štulić (60’ Cheddira), Gandelman (60’ Ngom), Veiga, Jean, Banda (80’ N’Dri), Ramadani, Gallo, Coulibaly, Pierotti (90’ Camarda). A disp. Früchtl, Samooja, Ndaba, Sala, Pérez, Helgason, Gorter, Marchwiński, Kovac. All. Di Francesco

 

ARBITRO: Massa sez. Imperia (Meli/Alassio)