di Stefano Meo

foto: Dal web

Se bastasse il coraggio e l’orgoglio il Lecce sarebbe salvo da tempo ma in serie A occorre ben altro. E lo ha dimostrato la Juventus che per il 16° anno consecutivo ha raccolto punti al Via del Mare contro un avversario volenteroso ma vittima delle sue patologie tecniche ormai insanabili che ne hanno condizionato il rendimento per tutto l’arco della stagione. La salvezza è sempre lì ma occorre saperla afferrare nei prossimi 180’.

Vittoria di misura – 0-1 – quella bianconera ma supportata da una superiorità mai in discussione per tutto l’arco della gara, da almeno cinque nitide occasioni da gol e da due reti annullate per fuorigioco millimetrico.

Pronti via ed è subito gol. Il Lecce è rimasto negli spogliatoi come spesso accaduto in questa stagione e dopo appena 11 secondi (il gol più veloce segnato dalla Juventus in serie A) la Juventus è già in vantaggio con Vlahovic che raccoglie un preciso cross di Koopmainers bucato da Siebert e fulmina Falcone dopo avere saltato Tiago Gabriel. Il Via del Mare che spera nel miracolo rimane ammutolito. La doccia gelata sveglia i giallorossi: Cheddira raccoglie un assist di Banda e prova la conclusione a rete ma Di Gregorio col ginocchio gli nega un gol fatto. I fuochi d’artificio vengono subito sparati su ambo i fronti e la partita prende un avvio senza dubbio interessante ma è la Juventus a comandare il gioco. La squadra di Spalletti vuole un posto Champions, ha già steccato in casa contro il Verona e da squadra di razza non fallisce la seconda occasione complice un Lecce imbambolato nei primi 20’ di gioco.

Al 4’ Conceicao sfiora il raddoppio su assist di Locatelli a Falcone battuto ma è l’incrocio dei pali a dirgli di no, due minuti dopo ancora Vlahovic ci riprova ma la sua conclusione è fuori. La difesa giallorossa balla il minuetto riesce a contenere le sfuriate avversarie ma la porta difesa da Di Gregorio si vede solo col binocolo. Al 39’ ancora Vlahovic fallisce la seconda occasione sparacchiando alto da ottima posizione.

La ripresa si apre con due gol annullati al solito Vlahovic e Kalulu (48’ e 59’) entrambi per offside del serbo. Poi ci pensa San Falcone a neutralizzare due conclusioni di Boga e Zhegrova. Nel mezzo il disperato tentativo di mister Di Francesco che prova ad ‘alzare’ la squadra schierando una difesa a tre con l’innesto di Jean e lo spostamento in avanti di Gallo e Veiga. Il Lecce garibaldino costringe Spalletti a rivedere le cose con l’inserimento, a sua volta, di Holm al posto di Vlahovic e lo spostamento di McKenny nel ruolo di ‘falso 9’. Tanto fumo giallorosso ma niente arrosto a parte l’occasione di Ndri (77’) che spara sull’esterno della rete da buona posizione. Del tutto inutile al 75’ l’innesto di Camarda che, isolato lì davanti, guarda la partita da spettatore non pagante.

“Dispiace avere preso gol in avvio di partita – il commento di Eusebio di Francesco nel dopo gara che ammette implicitamente le sue responsabilità – sapevamo di queste partenze della Juventus, qualche piccola disattenzione ci ha accompagnato nelle prime fasi della partita. Questa squadra riesce a stare dento alle partite, non molla, è determinata ed ha voglia di arrivare all’obiettivo finale. Nelle prossime due gare non incontreremo squadre di un livello tecnico (Sassuolo e Genoa ndr) come quello della Juve ma che hanno comunque giocatori di altissima qualità”.

 

LECCE: Falcone, Siebert, Veiga (70’ Helgason), Banda (75’ N’Dri), Ramadani, Gallo, Coulibaly, Tiago Gabriel, Pierotti, Ngom (62’ Jean), Cheddira (75’ Camarda). A disp. Früchtl, Samooja, Ndaba, Sala, Štulić, Pérez, Gandelman, Gorter, Marchwiński, Kovac. All. Di Francesco.

JUVENTUS: Di Gregorio, Bremer, Locatelli, Kelly, Conceição (83’ Zhegrova), Koopmeiners, Vlahović (77’ Holm), Yildiz (83’ Boga), Kalulu, McKennie (86’ Gatti), Cambiaso (83’ David). A disp. Perin, Pinsoglio, Adzić, Kostić, Thuram, Openda, Miretti. All. Spalletti

ARBITRO: Colombo sez. di Como (Imperiale/Cecconi)

RETE: 11” Vlahovic