di Stefano Meo

E ora cosa accadrà? I tre fischi di chiusura in Lecce-Genoa hanno detto che la stagione 2026/27 è già iniziata (il 5 giugno prossimo saranno resi noti i calendari) con debutto in campo il 16 agosto prossimo per Lecce-Palermo prima partita di Coppa Italia.
Ma il primo nodo da sciogliere è quello della riconferma, o meno, di Eusebio Di Francesco. Nell’euforia post partita, a salvezza acquisita, ai più è sfuggita una frase sibillina del tecnico: “Dovremo parlare con la società, ci siederemo per vedere quale sarà la programmazione, nel frattempo mi godo la serata ringraziando chi mi ha supportato e sopportato”. Nei prossimi giorni è previsto l’incontro con la dirigenza giallorossa ma nulla è dato per scontato. DiFra ha in tasca il rinnovo automatico per il prossimo anno ma, a giusta ragione, chiede garanzie che tradotto significa maggiore qualità in squadra per centrare la salvezza per ridurre al minimo le figuracce e non dovere fare ricorso all’elettrocardiogramma. La stessa situazione si era verificata nella passata stagione con Giampaolo che preferì invece, pur in presenza di un contratto, andare via. E lo fece sbattendo la porta seguendo le sorti dei suoi predecessori, Baroni, Gotti e D’Aversa. Da Bologna si vocifera di un interessamento del club felsineo nei suoi confronti, il presidente Sticchi auspica la prosecuzione del rapporto ma il tecnico che si è tolto di dosso l’etichetta di ‘gatto nero’ a giusta ragione vuole uno sforzo in più da parte del club. Le decisioni in merito indicheranno la strada che il Lecce seguirà nella prossima stagione: garanzie tecniche, rosa rinforzata e riconferma oppure arrivederci e grazie con una ennesima scommessa da vincere confidando nel concreto aiuto della dea bendata.
In attesa con le valigie in mano ci sono Johann Helgason, Riccardo Sottil e Francesco Camarda. Il primo ha rifiutato il rinnovo dopo il trattamento ricevuto (fuori rosa, reintegrato, panchina fissa) e si accaserà a Venezia a parametro zero, il secondo tornerà alla Fiorentina dopo i tanti infortuni che ne hanno penalizzato il rendimento: “Dispiace non aver potuto fare vedere il vero Riccardo – le sue parole – quello che avrebbe potuto dare di più al gruppo e alla città”. Per Camarda invece sarà esercitato il diritto di riscatto in attesa di controriscatto e soldi da parte del Milan. Ma le operazioni di mercato più importanti riguardano l’argenteria di famiglia Tiago Gabriel e Wladimiro Falcone in primis. Il primo è già in vetrina da tempo, ha qualche estimatore, ma al momento nessuno ha bussato con i piedi alla porta di via Costadura. Per il secondo, come ogni anno si registra il solito ritornello su un presunto interessamento del Torino ma il ds Petrachi dovrà risolvere il nodo allenatore: fiducia a D’Aversa o spunterà un nome nuovo? Il resto di conseguenza. In secondo battuta le possibili cessioni di Gallo, Ramadani e Banda ancora sotto contratto protagonisti tutti e tre di una stagione importante. Troveranno un estimatore? O le esose richieste della società faranno da deterrente? Ah saperlo.

