di Stefano Meo

Un saluto al mondo intero col piccolo rammarico per una trasmissione televisiva definita bonariamente ‘superficiale’. Pantaleo Corvino da oggi non è più il Direttore tecnico dell’US Lecce, si è chiamato fuori dal mondo del calcio dopo un lungo curriculum costruito in 10 anni a Casarano con Antonio Filograna, 7 anni con la famiglia Semeraro (Lecce), 2 anni con Joe Saputo (Bologna), 10 anni col gruppo Della Valle (Fiorentina) ed infine 6 anni con l’attuale gruppo dirigente del Lecce presieduto da Saverio Sticchi Damiani. Un addio o un arrivederci? “Oggi è un addio” ha risposto all’unica domanda accettata dopo la conferenza stampa di commiato.
Il Motivo ufficiale è la stanchezza fisica e mentale che gli impedirebbe di continuare: “Oggi non sono più in condizione di dare qualcosa e non voglio tradire tifosi e società – le sue parole – i calciatori lo hanno appreso dai giornali ma arriva un momento della vita in cui devi fermare la corsa e mi dispiace davvero non potere dare al Lecce qualcosa in più”. Il fulmine a ciel sereno è arrivato dopo la messa in onda di una trasmissione su Rai3 nella quale, con perfetta malafede, si è cercato di fare passare per notizie quello che volgarmente è chiamato gossip, pettegolezzo. Illazioni, fatti non documentati, tentativo vano e puerile di coinvolgere anche la società giallorossa contrabbandato come ‘giornalismo d’inchiesta’ che invece tale non è col beneplacito dell’Ordine dei Giornalisti che si è guardato bene dall’intervenire. Qualche settimana addietro la stessa trasmissione e lo stesso giornalista (o presunto tale) avevano cercato di gettare fango sul Ministro Nordio che però ha risposto per le rime minacciando una querela che ha obbligato ad una marcia indietro con tanto di scuse.
Pantaleo Corvino ha usato toni ‘soft’ parlando di ‘superficialità’ del servizio (bontà sua) rimarcando che nessuno ha mai chiesto a lui ed a suo figlio un intervento chiarificatore che la deontologia professionale impone in casi del genere: “Chi ha fatto tutto ciò ha evidenziato superficialità perché ha parlato di cose non verificate – ha aggiunto – nessuno ha chiesto nulla e questo mi ha ferito ma non serbo rancore verso nessuno”.
Poi tornando all’argomento della giornata ha precisato: “Quella che ho preso non è una decisione qualsiasi, non ho più l’energia e mi riesce difficile anche quantificare il dolore che provo in questo momento. Lascio il club più in salute d’Europa. In Italia siamo primi grazie al patrimonio calcistico che abbiamo. Colgo l’occasione per salutare tutti i dipendenti della società, una squadra che nessuno conosce ma che ti aiuta a vincere, le Istituzioni, il sindaco Adriana Poli Bortone nostra grande tifosa, l’ex sindaco Carlo Salvemini che mi ha conferito la cittadinanza onoraria e tutto il Salento sapendo il grande attaccamento dei tifosi alla nostra squadra. L’augurio finale è che il Lecce rimanga il più a lungo possibile in serie A”.

