di Stefano Meo

Fuga dall’Unione Sportiva Lecce. Dopo Pantaleo Corvino, Banda e Ramadani anche l’amministratore delegato Sandro Mencucci dopo quattro anni di collaborazione ha rassegnato le dimissioni con una mail indirizzata alla dirigenza preferendo così interrompere il rapporto che lo lega alla società. E’ stanco anche lui come l’ex Direttore generale? Al momento non si conoscono le motivazioni, ufficiali, ufficiose, personali e sportive, di questa presa di posizione improvvisa, netta e precisa.
Il 26 luglio scorso lo stesso AD aveva rilasciato una intervista a Telerama, dal ritiro in Austria, nella quale si dichiarava fiducioso: “Il quinto anno di serie A è un altro traguardo storico – le sue parole – nel segno della continuità per portare avanti un sogno. Continuità per quanto riguarda squadra e area tecnica ma anche per la parte meno conosciuta della società”. Ottimismo e buona volontà in sostanza che si scontrano frontalmente con quanto accaduto nelle ultime ore.
Se a questo si aggiunge la precarietà del mercato che a 17 giorni dall’inizio del campionato ha registrato un unico acquisto malgrado le impellenti necessità di rafforzamento beh qualcosa non funziona in via Costadura malgrado i toni entusiasti e fin troppo ottimisti del presidente Sticchi Damiani che quasi quotidianamente si sforza di rassicurare i tifosi mettendo in primo piano lo stadio rinnovato, la candidatura del Via del Mare per i prossimi europei (buonanotte) e le ‘Idee chiare’ sugli acquisti ancora da fare.
Oggi Sticchi Damiani è solo sul ponte di comando abbandonato da due collaboratori di evidente spessore ed esperienza. Corvino è stato il primo a fare bye bye con una motivazione che ha lasciato molti dubbi conoscendo il suo carattere e la sua voglia di sfide sempre nuove. Forse presagendo un futuro non proprio idilliaco, stanco (questa volta si) di mettere pezze a colore e di acquistare e scommettere in prima persona su giocatori sconosciuti, ha preferito farsi da parte e non mettere la faccia su una eventuale catastrofe dopo le ultime due salvezze che hanno del soprannaturale. Un segnale forte, duro, malgrado altri tre anni di contratto, che ha fatto riflettere.
E’ stata poi la volta di Ramadani. Dopo un campionato sopra le righe il punto di riferimento dell’intera squadra ha cambiato aria preferendo accasarsi in Turchia con una neopromossa, e questo la dice lunga, anziché continuare a soffrire ed a portare la croce in campo. Di Banda si è detto tutto e di più ora è la volta di Mencucci. Sarà l’ultima defezione? Chi prenderà il suo posto? Urgono spiegazioni, il tempo delle chiacchiere è finito.

