di Stefano Meo

 

E la montagna partorì un topolino. Si è svolto lunedì mattina il CdA straordinario dell’US Lecce per ovviare alla fuga senza preavviso dell’ex amministratore delegato Sandro Mencucci. Con uno scarno comunicato il club ha robadito che procederà: “A guidare questa fase della gestione tramite una redistribuzione interna delle deleghe”. Nessuna specifica su uomini e incarichi, non è dato sapere chi farà cosa e riguardo il futuro ancora nebbia fitta: “Le determinazioni sulla futura governance saranno invece assunte in una fase successiva”.

In buona sostanza in questo momento la società rinuncia ad avere un amministratore delegato il che, in termini economici, equivale ad una voce in meno, ed anche pesante, sul bilancio lasciando aperti ulteriori interrogativi sul momento decisamente difficile che si sta vivendo in via Costadura.

I motivi che hanno portato al repentino bye bye di Mencucci rimangono un mistero per i comuni mortali. Un mese fa l’ex dirigente si era recato anche in ritiro in Austria manifestando ottimismo sul futuro grazie alla ‘continuità’ (il suo concetto) di soci e giocatori. Poi all’improvviso il freno a mano sulla prosecuzione del rapporto affidato addirittura ad una pec che ha sorpreso non poco il presidente Sticchi e tutti i soci. Modi gentili, mai una polemica, disponibilità. Mencucci è il prototipo del dirigente perfetto con un curriculum vissuto e di tutto rispetto: amministratore delegato della Fiorentina per 17 anni con la famiglia Della Valle poi il passaggio nel CdA del Leeds United grazie all’allora presidente e suo amico Andrea Radrizzani. Nel 2021 grazie allo stesso Radrizzani tentò di acquistare la Salernitana che non se la passava bene ma la sua offerta di 27 milioni fu rispedita al mittente. Poi il passaggio al Lecce grazie a Pantaleo Corvino che da Firenze lo dirottò nel Salento.

Nel mezzo un episodio rimasto oscuro. Il 19 dicembre 2023 l’Ordine dei Commercialisti di Firenze organizza una cena natalizia presso il Viola Park di Bagno a Ripoli già Centro Tecnico del club. Oltre 400 invitati e tra questi anche Mencucci sul quale cala però a sorpresa la scure del presidente viola Rocco Commisso che intima allo stesso Ordine la cancellazione del nome dalla lista degli invitati. I commercialisti fiorentini hanno pagato 12mila euro per l’affitto della struttura ma non battono ciglio ed eseguono i ‘desiderata’ del patron viola. Il motivo di questo ostracismo? Mai saputo. “Non conosco Commisso e non ho mai avuto rapporti con lui, avrei partecipato con grande soddisfazione perché per la prima volta ci sarebbe stata con me mia figlia Greta appena diventata commercialista – disse Mencucci a ‘La Nazione’ di Firenze - purtroppo non è andata così. Un fatto assurdo che si commenta da solo e anche l’ordine, che dovrebbe tutelare gli iscritti, cos’ha fatto perché le cose non andassero a finire così?".

A Firenze ne sanno certamente di più su questo personaggio che si è sfilato dal suo incarico con leggerezza e determinazione per un motivo che, probabilmente, sarà solo il tempo a rivelare.