di Stefano Meo

“Al mio Lecce chiedo coraggio”. Se bastasse questo Eusebio Di Francesco avrebbe già in tasca la partita col Milan ma l’abisso tecnico che separa le due formazioni e sopratutto la voglia di vincere da parte dei rossoneri dopo la batosta casalinga di coppa col Benfica dicono che ci vuole ben altro. Contro le squadre di prima fascia i giallorossi hanno evidenziato sempre timore reverenziale che si è tramutato in sconfitta, sarà così anche domenica?
“A questi avversari forti dobbiamo dare la sensazione di potere fare male da un momento all’altro – ha continuato il tecnico – dobbiamo essere bravi ad avere equilibrio dando continuità alle prestazioni durante la gara. In allenamento ho visto una crescita che vorrei si concretizzasse una volta in campo”. Berisha, Guebbels e Gandelman (convocato nella nazionale israeliana) non saranno della partita. I primi due stazionano nell’infermeria giallorossa che, notoriamente, ha tempi biblici di guarigione come testimoniano i precedenti casi di Dermaku, Pongracic, Marchwinski, Gaspar, Gallo, Tete Morente tanto per citarne alcuni…. “Berisha ci auguriamo di ritrovarlo contro il Bologna (11 ottobre ndr) ma dobbiamo essere bravi e attenti nel gestirlo in determinate situazioni, Guebbels tra una decina di giorni tornerà in gruppo mentre Gandelman non credo possa giocare le prime gare in nazionale”.
La formazione potrebbe essere quella che ha battuto il Monza con un reparto avanzato che già contro i brianzoli aveva ribadito tutti suoi limiti. Un indubbio vantaggio per il Milan. “In attacco serve cattiveria – ha continuato – e questa non si compra al supermercato. Bisogna attaccare la porta con maggiore convinzione, sono contento che segnino difensori e centrocampisti ma devono arrivare anche i gol degli attaccanti. Mi auguro che si sblocchino presto”.
Nei 20 precedenti confronti il Milan ha vinto 16 volte. I pareggi sono stati 3 e l’unica vittoria giallorossa risale al 19 ottobre 1997. In quella occasione fece tutto il Lecce: gol iniziale di Govedarica, raddoppio di Casale e autogol di Cyprien. Una vittoria storica. Domani in campo ci sarà ancora Ilic, almeno fino a quando la spia della benzina non inizierà a lampeggiare, e poi Tiago Gabriel (osservato speciale stando ai rumors) e Gallo che hanno rinnovato fino al 2029. In avanti ancora il solito Stulic e in subordine Esteban.
In settimana il patron rossonero Gerry Cardinale ha strapazzato mister Amorim per i due schiaffoni presi dal Benfica ma la squadra da sette partite a questa parte in casa combina solo guai. Nell’arco degli ultimi 7 confronti (6 di campionato e una di Europa League) ha rimediato solo due vittorie (Torino e Venezia) 4 sconfitte (Udinese, Atalanta, Cagliari e Benfica) ed un pari con la Juventus. Se nel Lecce Stulic non segna neanche nelle amichevoli precampionato nel Milan Goncalo Ramos con una sola marcatura al suo attivo (contro il Venezia) è già un caso. Condizione fisica non al top, scarsa considerazione da parte dei compagni, difficoltà oggettive di inserimento malgrado l’ottimo centrocampo rossonero. Pulisic e Rabiot alle sue spalle potrebbero ovviare all’handicap senza contare l’ex Camarda che a sua volta fatica nel ritagliarsi uno spazio. Attesi al Meazza 72mila spettatori che garantiranno una cornice di pubblico eccezionale, minuto di raccoglimento prima del fischio d’inizio per la scomparsa di Sandro Mazzola che qui era di casa. Palla al centro alle 20.45.
