La sconfitta contro la capolista va archiviata, il Lecce ha fatto quello che poteva, non ha demeritato, forse con una maggiore attenzione sui calci d’angolo avrebbe potuto strappare il pareggio. L’Inter è una squadra che gioca a “fisarmonica” si apre e si chiude rapidamente in base alle due fasi di gioco, ha dominato la partita per oltre un’ora di gioco, il 32% di possesso palla dei giallorossi lo dimostra, ma quando nelle gambe dei nerazzurri si palesavano le fatiche di Bodo in coppa, il Lecce non è riuscito a trovare la via del gol ed è stato sorpreso dalle due reti in fotocopia da calci d’angolo opposti, perché i campioni trovano quasi sempre la giocata vincente. Nulla da recriminare, palla a terra e continuare a pedalare.

La classifica è di nuovo difficile per i giallorossi, agganciati dalla Fiorentina a 24 punti, condividono il terzultimo posto con la Cremonese. Il Genoa ha fatto un passo avanti ed ha tirato nella mischia il Torino che ha esonerato il tecnico Baroni, al suo posto in panchina c’è mister D’Aversa. La partita è apertissima, si lotta per la salvezza, ma le giornate si riducono e da qui alla fine bisogna fare punti importanti. La prossima sfida contro il sorprendente Como, autentico outsider del torneo, in corsa per un posto nelle coppe europee, è di quelle da giocare senza timore di sbagliare. All'andata finì male per il Lecce.

“Bisogna ricominciare dalla prossima a fare punti” afferma mister Di Francesco, ma non sarà facile in trasferta contro i lariani. Il Como di Fabregas gioca il miglior calcio della A secondo molti addetti ai lavori, Nico Paz, Douvikas, Baturina, Perrone sono solo alcuni dei campioncini lombardi. La squadra applica un gioco veloce ed offensivo, fatto di triangolazioni e verticalizzazioni improvvise ed efficaci. Gaspar assente per infortunio, in attesa del rientro di Berisha e delle reti di Cheddira, il Lecce si gioca le sue carte: Gandelman, Banda, Pierotti, Ramadani e compagni. E chissà se Ngom avrà spazio, è un talento ancora da scoprire. 

Stefano Bonatesta