Una manciata di secondi sono bastati alla signora Juventus per passare in vantaggio con la zampata del rinato Vlahovic e vincere la partita al “Via del Mare”. Il Lecce si è battuto con tenacia, ha sfiorato il pareggio con Cheddira e N’Dri, si è difeso con attenzione alle percussioni dei bianconeri con le straordinarie parate di Falcone e gli efficaci fuorigioco. Finalmente, alcune modifiche tattiche non hanno condotto al pareggio, ma possono essere più efficaci contro squadre meno attrezzate tecnicamente. Purtroppo, la Juventus in lotta per la Champions ha un motore in più rispetto ai giallorossi, non si può recriminare nulla. Bisogna, invece, mantenere alta la concentrazione e le motivazioni, continuare a giocare così, il Lecce deve crederci fino in fondo alla salvezza.
La vittoria della Cremonese contro il Pisa ha complicato i piani del club giallorosso riportando i lombardi ad un punto di distanza, 32 a 31, la lotta, lo sprint finale, la volata sarà durissima, può accadere di tutto, solo due vittorie consecutive, contro Sassuolo e Genoa, darebbero la certezza, per il resto le combinazioni possibili sono varie. Il Lecce potrebbe già salvarsi alla 37ma giornata se vincesse a Sassuolo e la Cremonese perdesse a Udine, in caso contrario tutto rimarrebbe in gioco per l’ultima partita di campionato, poi ci sarebbe aperto il discorso degli scontri diretti in caso di parità. Il calcio è imprevedibile.
Il Sassuolo è una compagine interessante, con Berardi sua bandiera sempre tra i migliori, un tridente pericoloso ed un tecnico, Fabio Grosso, ambizioso, che ambisce a palcoscenici più importanti. I neroverdi non regaleranno nulla, all’andata finì a reti bianche. Mister Di Francesco dovrà tirare fuori il massimo dai giallorossi, il sogno della quarta salvezza in A deve dare slancio a Ramadani e compagni. Sarà difficile mantenere la calma e gli assetti tattici in queste circostanze, la sorte, la via del gol, l’esperienza, la carica agonistica, l’attenzione, sono tante le componenti in gioco in questo finale di torneo. Insomma, ultimi 180 minuti da brividi, ad alta tensione, emozioni forti, ritmi frenetici e tifo alle stelle.
Stefano Bonatesta

