Rieccoci. Siamo ancora a Carnevale, ma è andata la Candelora e pure San Biagio. Il CoVid non se ne è andato e viaggiamo ancora (poco) in zona arancio. Quindi se volete sapere dove mangiare in questo periodo non posso che consigliarvi la vostra casa. Ma non è detto che la casa non possa essere allietata da momenti di estasi della papilla. Ci smuoviamo dal Salento oggi per fare un salto nel sipontino, su una cosa che fu lunga e complessa in tempi antichi, poi venne la tecnologia e tutto divenne più facile. A noi occorre la farina di farro (un Kg), la ricotta di pecora (1,5 Kg), della maggiorana (due mazzetti), 300 gr. di grano duro cotto, due cucchiaini di pepe nero macinato, e due cucchiai di sale grosso, cannella a piacere, due tuorli di uova e acqua quanta ne serve.

   

Parte prima: a cuocere il grano duro ci vogliono almeno tre giorni e tanta pazienza. Non avendo i tre giorni e nemmeno pazienza, si compra precotto in scatola e in dieci minuti è pronto. Cotto il grano, qualunque sia stata la scelta, lo si mescoli amalgamandolo bene con la ricotta e la maggiorana (solo le foglie), si aggiungano anche il pepe e la cannella e si regoli di sale, diciamo un mezzo cucchiaio. Si lasci il tutto a riposare.

Nel mentre l’impasto riposa voi lavorate. Impastate la farina di farro con acqua e sale e procedete finché non avrete un impasto sodo ed elastico con il quale stendere delle sfoglie sottili. Se avete la planetaria è tutto più semplice.

Parte seconda: fatta la sfoglia si taglieranno dei dischi, uguali a coppie, di circa 12-14 cm di diametro. Ed è l'ora della ricotta: due cucchiai della ricotta su un disco e si copre con l'altro saldando bene i bordi e, pizzicandoli, li si rivolge verso l'interno. Si spennella di tuorlo d'uovo montato la parte superiore, si cuoce per mezz'ora in forno caldo a 180°. Si suggerisce di porre la farrata su carta da forno e fare due buchini con lo stecchino sulla parte superiore, sarà tutto più facile.

Le dosi ci regalano una dozzina di farrate. Buone calde, buone fredde e da accompagnare con

La Farrata è buona calda ed è buona fredda, ed è ottima se accompagnata con un buon (*)

(*) La pubblicità è compito dell'editore. Alla prossima