Il 17 febbraio di 40 anni fa moriva uno degli artisti locali più visionari e creativi a cui la nostra terra ha dato i natali, capace di realizzare opere dalla forza espressiva intensa, primitiva e sofferta: Ezechiele Leandro. Nel giorno dell’anniversario della morte si apre “Leandro40” con un talk online (ore 18.00), il primo di una serie di eventi, che si svolgeranno nel corso dell’anno 2021 organizzati dall’associazione Varianti di San Cesareo con la collaborazione del Museo Castromediano, del Castello di Copertino e della pinacoteca di Arte Francescana “Caracciolo” di Lecce per ricordarlo e valorizzarlo come merita. Artista eclettico e scrittore autodidatta, si definiva “primitivo”, aveva realizzato il Santuario della Pazienza a San Cesario. Una capacità creativa notevole, quella di Leandro, in grado di immaginare sculture realizzate con i materiali di scarto più disparati, dalla forza artistica innovativa e sorprendente. Un artista istintivo che ha esplorato varie forme di espressione artistica, un pioniere dell’ arte povera, del riciclo, della ricerca artistica più visionaria. Vasta la sua produzione artistica che ci ha lasciato, secondo l’artista quasi 20mila opere, tuttora oggetto di studi, ma che non è stata ancora ben catalogata essendo variegata e sparsa. Va dai dipinti “primitivi” realizzati senza prospettiva, con pochi colori e figure deformate, alle innumerevoli sculture (“la montagna forata” la sua prima opera, risale al 1933), bellissime quelle a tema religioso come un Cristo sulla Croce realizzato con dei fili di ferro, o i presepi artistici fatti con metalli vari assemblati, o le sculture in cemento e materiali vari spesso raffiguranti figure antropomorfe, esposte nella sua Casa-Museo, e poi murales, bassorilievi, mosaici e i tanti quaderni di poesia, riflessioni, racconti e tre libri pubblicati (La caduta degli angeli 1977, Penzieri e cunti 1978, Sentite questo 1979), che ne connotano lo spessore culturale e di pensiero al di là degli stupidi pregiudizi locali. Deriso dai suoi concittadini, che non comprendevano le sue opere, in paese era conosciuto come “Lu Zacheli”. Alcune sue opere sono state oggetto di vandalismo, danneggiate senza motivo da qualcuno se non per invidia e cattiveria raccontava con amarezza Leandro. Per molti era un artista pazzo che creava mostri con cocci, mattoni, vetri, creta, cemento ed altro materiale di scarto, raccontava che le sue opere si formavano “pietra su pietra”. Usava lo “scarto umano” così diceva Leandro, che era consapevole della diversità delle sue opere, la sua pittura era considerata da chi si interessava a lui differente, unica, personale, era un artista originale, un vero artista con un suo stile inconfondibile. Per questo Leandro ha ricevuto importanti riconoscimenti internazionali. Le sue opere derise, incuriosiscono l’osservatore più attento, pongono interrogativi, emozionano, hanno dei significati e dei titoli, spesso di carattere sacro, affrontano l’eterna lotta tra il bene e il male, si pongono nel solco della ricerca artistica di tutti i tempi e in quella contemporanea più sperimentale. Tra i vari cicli di opere realizzati dall’artista menzioniamo quelli dedicati a San Francesco, a Dante, al profeta Elia. Dalla sua scrittura sgrammaticata, aveva frequentato la scuola fino alla seconda elementare, si possono scoprire riflessioni intense, interessanti ed ancora attuali sulla vita, sul suo significato e sulla natura umana, di cui Leandro aveva una visione sofferta e spesso negativa, ma sperava in un cambiamento, in una redenzione dal male. I suoi “libri naif” li chiamava così, battuti a macchina e stampati da terzi, erano i suoi quaderni di poesie, di riflessioni e soprattutto i suoi tre romanzi.

Ezechiele Leandro (Lequile, 10 aprile 1905 – San Cesario, 17 febbraio 1981) artista versatile, pittore, scultore e scrittore autodidatta, erroneamente definito naif, con la sua arte Primitiva ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti. Non si conoscono i suoi genitori, trovatello, venne trovato in un cestino da Crocefissa Adamo, fu cresciuto da una famiglia di contadini e fece il pastore sin da bambino, successivamente passò gran parte della sua infanzia  nel Convento dei frati francescani di Lequile dove apprese con la sua innata curiosità le prime nozioni sull’arte e la conoscenza delle Sacre Scritture, fonte di ispirazione artistica per tutta la vita (San Francesco, profeta Isaia, Gesù). Nel 1916 fu riconosciuto come figlio da tale Giovanna Ciurlia. Fece vari mestieri per andare avanti, il cementista, il ceramista, il minatore in Africa (1933) e in Germania (1936), il riparatore di biciclette, il rottamaio. Il soggiorno in Africa è stata l’esperienza che più lo ha fortemente indirizzato verso la sua pittura primitiva, fatta di figure quasi stilizzate, deformate, con pochi colori (tempere, impasto di terra) e dai contenuti profondi. Questi lavori umili gli hanno fatto scoprire tanti materiali che ha trasferito e plasmato nelle sue opere d’arte. In via Cerundolo a San Cesario, nel 1946, apre la sua officina nella sua casa. Leandro ha costruito la sua casa-museo dal 1962, tredici anni di lavori, fu inaugurata nel 1975. Da questa casa-museo, che chiamò il Santuario della Pazienza, comincia la sua maggiore visibilità di artista. Sulla sua figura sono stati girati documentari e realizzati servizi televisivi, ha esposto a Praga, Lione, Parigi, Strasburgo, Marsiglia, Londra, Bruxelles e Berlino. A San Cesario, la sua Casa-Museo, “Il Santuario della Pazienza”, è sottoposta a vincolo ministeriale dal 2014. In passato spesso deriso dai suoi stessi concittadini, incapaci di comprendere le sue opere, Leandro è oggi uno degli artisti “liberi” più rappresentativi in Europa. Un interessante collezione di opere di Leandro sono esposte presso la Pinacoteca d’Arte Francescana sita nel Convento di San Antonio a Fulgenzio a Lecce, altre opere di Leandro sono visibili presso la pinacoteca del Museo provinciale Castromediano e l’Accademia di Belle Arti di Lecce. Di lui si sono occupati la Rai (del 1962 il primo servizio televisivo), Mario Moscardino (nel 1963), Toti Carpentieri, Antonio Verri per la Gazzetta del Mezzogiorno, Cesare Zavattini, Achille Bonito Oliva, Ennio Bonea e tanti altri. Ha ricevuto vari riconoscimenti e titoli accademici, morì il 17 febbraio del 1981, senza poter inaugurare la sua prima mostra retrospettiva a San Cesario. Ezechiele Leandro un artista dal forte spessore umano, un’eccezione nel mondo dell’arte, difficile da classificare in un genere artistico preciso, non appartenendo a nessuna scuola o corrente, ma capace di crearsi con la sua sensibilità artistica uno stile inconfondibile, che racchiude un’introspezione esistenziale ancora da scoprire e studiare appieno e che merita il giusto riconoscimento.

Stefano Bonatesta

 

Nell’ultimo decennio per rivalutare e far conoscere la poliedrica figura dell’artista sono state organizzate mostre antologiche e convegni locali, nonchè opere dell’artista sono state esposte in varie collettive locali (Must di Lecce- La raccolta d’arte di Palazzo Carafa 2019, galleria Scaramuzza di Lecce ecc.) di seguito ne segnaliamo alcune di cui vi abbiamo dato informazioni in passato.

//Una mostra dedicata a uno dei più grandi artisti naif del Salento. «La stanza di Ezechiele» è il titolo dell’esposizione allestita fino al prossimo 16 marzo nel Museo d’arte contemporanea del palazzo ducale di San Cesario di Lecce, un omaggio e un ricordo dell’artista salentino Ezechiele Leandro, scomparso nel 1981. L’allestimento è stato organizzato dall’assessorato alla Cultura del Comune di San Cesario con il patrocinio di Ministero per i Beni e le attività culturali, Regione Puglia, Provincia di Lecce, Accademia di Belle Arti di Lecce, Osservatorio di Outsider art dell'Università di Palermo e Ammirato Culture House di Lecce, in collaborazione con Maison de Créatif di Mariangela De Carlo e a cura di Lorenzo Madaro e con il contributo di Luigi Negro. Ezechiele Leandro, nato a Lequile nel 1905 e morto a San Cesario di Lecce nel 1981, è stato un pittore, scultore e poeta italiano, vissuto nel Salento ma riconosciuto e premiato in Italia e all’estero. La particolarità di questa mostra sta nel fatto che tutte le opere esposte (dipinti, disegni, sculture, appunti, manoscritti, fotografie) appartengono a collezioni private, presumibilmente degli stessi compaesani dell’autore, con il quale, negli anni, si creò un rapporto difficile e problematico, che sfociò in veri e propri casi di cronaca, offuscando, forse il genio creativo dell’artista. A scatenare incomprensioni fu l’opera più famosa di Ezechiele, ossia il «Santuario della Pazienza». L’opera a cielo aperto, situata nel giardino della sua abitazione di San Cesario e costituita da centinaia di sculture antropomorfe realizzate con materiali di scarto, era considerata inquietante dagli altri cittadini che organizzarono spesso petizioni o addirittura atti di aggressione, portando l’artista, nel 1973, a sopraelevare il muro di cinta del giardino per difendere se stesso e le sue opere. La mostra ha il fine di rendere omaggio al maestro e di realizzare una conciliazione simbolica e un nuovo senso di unione tra concittadini e artista attraverso un allestimento poco affine ai rigidi schemi museali ma colmo e saturo di opere che rappresentano il percorso di Leandro, non solo a livello artistico ma anche nei ricordi dei cittadini stessi. Sarà possibile visitare la mostra tutti i giorni, dal lunedì alla domenica, dalle 17 alle 19.30. In contemporanea sarà possibile proseguire il percorso del progetto espositivo presso l’Accademia di Belle Arti di Lecce (via Libertini, 3 a Lecce - tel. 0832.258611), nel cui chiostro è esposta in permanenza un’importante scultura dell’artista. (Presso Palazzo Ducale di San Cesario, 10 – 16 marzo 2014)

//Mostra dedicata all’artista Ezechiele Leandro dal titolo “I denti del leone”, dal 12 dicembre 2014 al 22 febbraio 2015. A cura di Toti Carpentieri, opere provenienti da collezione privata. Evento segnalato da Sil. (2014/15 presso Must di Lecce)

//Prosegue fino al 30 settembre 2016 nelle sale del museo provinciale la mostra retrospettiva dedicata ad Ezechiele Leandro, singolare artista di San Cesario. “Leandro unico primitivo” è il titolo della mostra diffusa tra il museo provinciale (ore 9/19.00), la Galleria Nazionale della Puglia a Bitonto, la distilleria De Giorgi di San Cesario ed il “Santuario della Pazienza”, abitazione dell’artista in via Cerundolo a San Cesario, dove trascorse gran parte della sua vita. (Presso Museo Castromediano 2 luglio-30 settembre 2016)

//“Spirito Libero” mostra su Ezechiele Leandro, dall’8 al 29 febbraio 2020. Opere storiche della Collezione Aiuto selezionate da Valerio Terragno, in collaborazione con Archivio Ezechiele Leandro. Ezechiele Leandro (Lequile 1905 – San Cesario 1981) artista versatile, pittore, scultore e scrittore autodidatta, erroneamente definito naif, con la sua arte Primitiva ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti. Sulla sua figura sono stati girati documentari e realizzati servizi televisivi, ha esposto a Lione, Parigi, Strasburgo, Marsiglia, Londra, Bruxelles e Berlino. A San Cesario, la sua Casa-Museo, “Il Santuario della Pazienza”, è sottoposta a vincolo ministeriale dal 2014. In passato spesso deriso dai suoi stessi concittadini, incapaci di comprendere le sue opere, Leandro è oggi uno degli artisti “liberi” più rappresentativi in Europa. Inaugurazione sabato 8 febbraio, ore 18.00. Apertura tutti i giorni dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 20.00. Anteprima dal 3 febbraio. Interessante. (Presso Fondazione Palmieri 2020)

// “Francesco secondo Leandro” incontro dedicato all’artista Ezechiele Leandro. Elvino Politi dialoga con Rosanna Lerede (docente di restauro per la pittura) e Lorenzo Madaro (curatore e docente di Storia dell’Arte contemporanea) studiosi dell’arte primitiva di Leandro. Incontro ore 19.30 presso la sala del Palazzo Fulgenzio della Monica (Pinacoteca Caracciolo). Interessante. (5 ottobre 2020 - Convento di S. Antonio a Fulgenzio)