Nell’unico paese del pianeta che ha dominato sul mondo intero per ben due volte: la prima con Roma imperiale e la seconda con la Chiesa di Roma, il falso storico è stato sempre usato a badilate. In ogni campo. Incluso quello della gastronomia. Giulio Cesare Croce, straordinario autore della avventure di Bertoldo, colloca il suo personaggio alla corte del Re Longobardo Alboino. Fu talmente astuto Bertoldo che si seppe guadagnare dal Re una stele che si concludeva con:

Mentr' egli visse, fu Bertoldo detto,
Fu grato al Re, morì con aspri duoli
Per non poter mangiar rape e fagiuoli.

I fagiuoli ai tempi di Giulio Cesare Croce c’erano già, visto che siamo nel 1600 inoltrato, ma al tempo di Alboino, l’America non era ancora stata scoperta. E allora?

I fagiuoli c’erano, gli unici fagiuoli indoeuropei che conosciamo, in disuso nonostante il loro straordinario gusto e le loro meravigliose qualità.

Virgilio li chiamava "vilem phaseulum" per la loro matrice plebea (e pensare che, nell’antico Egitto, erano i "dolichos", cibo rituale per i sacerdoti di Ra!)

Noi, semplicemente: “pignata te pasuli cu l’uecchiu” immortalati nel celeberrimo quadro di Annibale Carracci.

E in questi giorni quaresimali, di ultimo mese dell’inverno, i fagioli con l’occhio è giusto che si riprendano lo spazio che i cugini americani hanno usurpato, solo perché il cannellino, il borlotto e il bianco di Spagna erano cibo dei nobili.

Allora prendete almeno mezzo chilo di fagioli con l’occhio e metteteli a bagno in acqua fredda la sera prima.

La mattina dopo lavateli bene e poneteli nella “pignata” coprendoli di acqua fresca e portandola a bollore. Se necessario schiumateli con la schiumarola senza girarli. Quando li avrete schiumati per bene aggiungete due teste di sponsale, uno spicchio di aglio, tre pomodori te ‘mpisa tagliati in due (se sono rossi è meglio) e due foglie di alloro. Coprire con acqua bollente se necessario e abbassare la fiamma. In un’ora dovrebbero essere pronti. Poco prima di servire regolate di sale.

Servirli a tavola con fette di pane abbrustolito e conditi con una generosa dose di Olio ExtraVergine di Oliva, possibilmente cellina. Oppure con il pane duro fritto “dentro” (un’altra volta ve lo racconto). 

Il vero mangiatore di fagioli li accompagna con il curnale all’aceto. Ovvero un peperone verde conservato in aceto di vino rosso che, purtroppo, è ormai quasi introvabile.

E beve un rosso giovane e allegro. Capace di cucirsi con le pastosità del fagiolo. "Metiusco Rosso, non troppo aged. Cantina Palamà di Cutrofiano".  

P.S. La pignata ve la racconto un'altra volta