Il rosso CoVid ci attanaglia ancora e la possibilità di racconti attuali di ristorazione è ancora impedita, dovrete accontentarvi di un suggerimento per passare il tempo. E si sa, quando si è chiusi i modi per passare piacevolmente il tempo sono due. Uno di questi è cucinare, sull’altro non mi pronuncio.
E visto che il tempo c’è, dedicato alla mia amica Barbara che lo sperimentò esattamente dieci anni fa, vi invito a preparare un piatto dall’effetto scenico straordinario. Preparatevi. Riso nero, cozze, lattuga, vino bianco, sale, prezzemolo e mixer.

Lavare la lattuga e sbollentarla per tre-quattro minuti in abbondante acqua poco salata. Lasciare aprire le cozze in una padella larga sul fuoco. Separare il frutto dai gusci. Per avere un piatto ricco calcolare che le cozze devono essere più di un terzo del riso (per 100 grammi di riso, 40 grammi di cozze, ad esempio) escluso i gusci che non sono edibili.

Nell’acqua ove le lattughe si sono sbollentate lessare il riso nero, e mente il riso si lessa mettere nel mixer le foglie di lattuga, un ciuffo di prezzemolo, un po’ di peperoncino e qualche cucchiaio di Olio buono. Frullare il tutto aggiungendo l’acqua delle cozze opportunamente filtrata fino a quando non si ottiene una salsa poco densa.

Poi, in un pentolino, olio (sempre buono) aglio e peperoncino e aggiungere i frutti delle cozze, sfumare con vino bianco finché non evapora.

Siete pronti al piatto. Fondo di salsa di lattughe, riso venere molto ben scolato, cozze con la loro salsa e un piccolo ciuffo di prezzemolo per guarnire.

E il Salento? Provate a sostituire le lattughe con la rucola … e poi ditemi come avete passato il tempo della clausura

Alla prossima.