07 Dicembre 2022

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Il 23 maggio 1989 veniva a mancare Franco Perulli, tenore lirico leccese, indimenticabile interprete di opere del repertorio lirico leggero, come L’elisir d’amore, La favorita e Don Pasquale di Gaetano Donizetti, Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini e molte altre ancora. Nato a Lecce il 12 maggio 1899, Perulli dopo i primi studi in città si forma al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, perfezionandosi poi a Milano con il celebre maestro Pettinella, lo stesso di Tito Schipa. La sua carriera è costellata da numerosi successi nei più grandi teatri italiani: Teatro alla Scala, Regio di Firenze, San Carlo di Napoli. Ma è negli Stati Uniti, dove approda nel 1937, che si afferma con due importanti tournée che lo rendono noto al

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Dal 13 settembre apre al pubblico il Fondo Carmelo Bene nelle sale del Convitto Palmieri, con la presentazione alle ore 9.30 e la prima visita alle ore 11.00. Il Fondo Bene custodisce un archivio di libri, documenti, abiti di scena, appunti, fotografie e molto altro. Ben 22 abiti di scena, 5000 volumi della sua biblioteca personale, libri rari di storia dell'arte, teatro, storia e letteratura, dove si possono leggere suoi appunti scritti a mano, oggetti e arredi teatrali e personali, e altri

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2. La reiterazione dei tòpoi letterari in Antonio Verri, inquadrabili nei termini di struttura poetico-narrativa, contribuisce a modellare l’opera sui piani del processo. Il tema dell’incompiuto, del non finito, anima e attraversa la scrittura verriana. In questo senso, dalla prima prova poetica, “Il pane sotto la neve” (1983), al postumo “Bucherer l’orologiaio” (1995) il cerchio si chiude solo all’apparenza: sta di fatto che l’opera permane come incompiuta. Il progetto del “Declaro”, il libro

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Ricorre il 50mo anniversario della morte di Vittorio Bodini, per l’occasione la città di Lecce dedica un percorso culturale nei luoghi leccesi cari all’illustre poeta e letterato salentino. I versi delle più celebri poesie dedicate alla nostra terra raccontano, in 10 tappe, i luoghi leccesi cari al poeta. Dalla ex via De Angelis al civico 33 in cui visse da bambino alla Chiesa delle Scalze, Porta Napoli, Basilica di S. Croce, Porta San Biagio, la Chiesa del Rosario, Porta Rudiae, Chiesa dei

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1. La proposta autorale di Antonio Verri, nel periodo che qui si vuol considerare come suo apprendistato poetico – dal fare rivista sul finire degli anni ‘70 a “Il pane sotto la neve” (1983), fino a “Il fabbricante di armonia” (1985) –, appare colta in un doppio vincolo; se da un lato l’autore non si risparmia dal punto di vista dello scandagliare le radici popolari, dall’altro queste sono ricercate non come espressione di un localismo letterario, al contrario già dalla prima raccolta poetica

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