17 Giugno 2024

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La rubrica letteraria online di Salentoinlinea è lieta di accogliere fra le proprie pagine la poesia in dodici frammenti, inediti, "Prime Ferite" di Stefano Zuccalà. Un linguaggio che è autentico e reale, che ha il sapore della modernità, il tempo di una canzone. Perché Stefano Zuccalà è anche autore di canzoni. E se la poesia è sempre stata ritmo, in questo caso, sa giocare con le note. In maniera autentica. Disinvolta. Il passo breve di un respiro, la decisione della pagina, la fermezza dell'inchiostro. Scorrere le piaghe della vita, delle giornate troppo corte, troppo lunghe, sempre troppo. Qualcosa. E poi. Aderire al linguaggio che forma la cultura, la società

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Quando una mano e tutto ciò che comporta diventa metafora del vivere. La mano, racconto breve di Canallegri si inserisce sulla falsariga delle epifanie dei Dubliners di James Joyce. Paralisi e fuga. Il tema dell'opera dello scrittore irlandese. Paralisi e fuga come sintesi estrema dell'esistere. Il vivere che è costretto alla paralisi, che è costretto alla fuga - la morte - come fuga e paralisi estrema di noi. Una piuma, come universo reale della vita, il

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Poesia che sa di pelle e sangue, misto di sogni e sospiri di terra, che avvolge e spreme. Parole da vivere e non da leggere, ma da lasciarsi risucchiare, come le stesse parole sono un vortice che si risucchia da sé. Abolizione sistematica dei palpiti del cuore che si fanno onda che preme forte  su pelle e sogni, malinconie e cervello, passato e futuro in un limbo perpetuo di immaginifica creazione. L'artista Luciana Manco inaugura la nostra rubrica interamente dedicata alla poesia con due suoi

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  Poi, c'era il ricordo. Poi, c'era il ricordo. Di luna che scivola per la via, stretta, nella mezzanotte del paese. Nella oscura scappatoia di una poesia. Chiusi, i nostri perché, persi nei discorsi che rintoccano sulle onde di pietra di un palazzo barocco. L'assunto, pensiero, che varca il confine. Dove confine non c'è. Un orizzonte che strappa i pensieri, come brandelli, metamorfosi delle onde, i sogni si arricciano. Nei sassi, ai lati della strada, nelle foglie che inondano la testa,

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Non sono così vecchio per non guardare avanti Non sono così giovane per non aver rimpianti Il tempo passa in fretta è sabbia nelle mani Il tempo corre piano solo se  hai fretta di partire Gli amici li ho perduti me li ha rubati il vento I sogni sono invece amici come un tempo Ma sogno ad occhi aperti per mia precisa scelta I sogni ad occhi chiusi svaniscono al risveglio Ed io non voglio avere negli occhi gli occhi tuoi Ed io non voglio ancora riperderti e cercarti Anche se al dire il vero io non ti ho

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