
Cavallino rinnova il suo tributo di fede per la sua compatrona, Maria Ss. del Monte. Due giorni di celebrazioni, sabato 2 e domenica 3 maggio, in onore della Vergine, verso la quale la comunità conserva intatta la fede e la devozione a distanza di quattro secoli. Si tratta della più antica ricorrenza di Cavallino, le cui origini affondano le radici in un evento prodigioso, collocabile verosimilmente tra il XVI e il XVII secolo: il miracoloso rinvenimento di un’icona raffigurante la Vergine con il Bambino, scoperta in una località denominata “Rutta”, termine che rimanda a una cavità naturale, una grotta appunto. La tradizione narra che un pastorello, facendo ritorno al paese con il proprio armento, si accorse che uno dei buoi si era fermato in un atteggiamento del tutto singolare, piegato in ginocchio dinanzi all’apertura della grotta. Inutili furono i tentativi del ragazzo di far rialzare l’animale, che continuava ostinatamente a rimanere immobile, finché il pastorello non scorse, davanti a esso, un affresco raffigurante la Vergine Maria. Ritenendo l’accaduto un segno divino, si decise di edificare un piccolo tempio nel luogo del prodigio. Tuttavia, il giorno seguente a quello di costruzione, i conci eretti venivano rinvenuti in un’altra località, detta “Monte”. Questo evento fu interpretato come espressione della volontà della Madonna, e proprio lì venne edificata la chiesetta, alla quale la Vergine fu consacrata con il titolo di “Madonna del Monte”. Le celebrazioni 2026 si arricchiscono di una particolarità: ricorrono quest’anno i 250 anni da un evento che la fede popolare ha ritenuto miracoloso, ossia lo scampato pericolo da un fulmine che il 26 luglio 1776 si abbatté sulla cappella gremita di fedeli durante la celebrazione della Santa Messa, lasciando miracolosamente incolumi gli astanti. Il miracolo è raffigurato in un quadro realizzato su committenza di don Giacinto Castromediano, duca di Morciano e Marchese di Cavallino. Veniamo al programma: sabato 2 maggio, alle ore 19.30, si svolgerà la cerimonia della discesa della statua della Vergine (nella foto di Paolo Pallara) dal palazzo ducale dei Castromediano dove è custodita durante l’anno, accompagnata dal canto dell’Inno a Maria Santissima del Monte, composto sul finire dell’Ottocento dal maestro Michele Coniglio Gallo, eseguito dai bambini accompagnati dal concerto bandistico. A seguire, messa in piazza Castromediano celebrata da padre Massimo Tunno, ministro provinciale del frati Minori di Lecce e il trasferimento della statua in chiesa madre, accolto da un lancio di palloni aerostatici della ditta Pulli di Veglie. Domenica 3 maggio poi, alle ore 9, si svolgerà il solenne pellegrinaggio verso la cappella del Monte, al cimitero, dove a celebrare la messa sarà il parroco di Cavallino don Alberto Taurino. Per ciò che riguarda invece i festeggiamenti civili, ad essere impegnate a suonare le bande Città di Conversano “Ligonzo” diretta dal maestro Angelo Schirinzi e Città di Lecce “Nino Farì” diretta dal maestro Giovanni Pellegrini. Ad addobbare la piazza e le vie del centro sono invece le luminarie firmate dalla storica ditta Parisi di Taurisano. Fuochi d’artificio a mezzogiorno del 3 maggio, all’arrivo della processione alla cappella del Monte e al rientro in paese, intorno alle 12, con la ditta Pirotecnica Napoletana.

