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La malattia «narrata» da Romano in «Vite di c’era»
- Giuseppe Pascali
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E se patologie come il diabete di tipo 1, l’Alzheimer, la neoplasia, la schizofrenia, la fibrosi polmonare, la depressione, la cardiomiopatia si potessero raccontare attraverso le emozioni? È un altro punto di vista, un modo «alternativo» di parlare di malesseri che, in modi differenti, hanno reso «diversa», momentaneamente o permanentemente, la vita dei protagonisti o dei loro affetti. È la malattia «narrata» da Antonio Romano nel suo libro «Vite di c’era. L’invisibile nell’impercettibile», fresco di stampa per i tipi di Musicaos Editore. Un libro che, come dice lo stesso autore in premessa, «si propone di dare voce a chi voce non ha. Persone umili e semplici. Storie come tante altre, ricche di forza e sacrifici. Esistenze in cui ognuno


