TERZO TEMPO
di Stefano Meo
Una rondine non fa primavera, ma aiuta a superare l’inverno.
Il popolo giallorosso tira un sospiro di sollievo dopo la miniserie di risultati positivi conseguiti contro Bologna e Parma. Champagne in frigo? Non è il caso perché i problemi della squadra sono tutti lì, in bella evidenza, anche se il momento sollecita meno apprensione e un moderato ottimismo. Mastro Eusebio sta dando fondo a tutta la sua esperienza per mettere i giocatori giusti al posto giusto ed i risultati sembrano dargli ragione in deroga ad una società che sponsorizza (eufemismo..) un unico modulo di gioco con tutti suoi allenatori. Bologna prima e Parma poi hanno fatto vedere un gruppo diverso rispetto alle prime sciagurate uscite: un piano A con un 4-3-3 rivisto, corretto, e modificato, ed un piano B con un 3-5-2 che lo stesso tecnico aveva sperimentato a Sassuolo e Venezia. La strada è lunga ma le premesse per uscire dalla palude dei risultati negativi ci sono tutte.
I tifosi applaudono, DiFra ha mostrato gli attributi a chi di dovere, nel caso ce ne fosse bisogno, ed i giocatori utilizzati negli ultimi 180’ sembrano avere una marcia in più. Da rivedere e recuperare Sala, Kaba, Helgason, quel Siebert acquistato a titolo definitivo per 6milioni e, non ultimo, Balthazar Pierret in cima alla lista dei misteri di via Costadura. Influenza, affaticamento muscolare, azzardiamo noi anche tosse e raffreddore visto il cambiamento climatico, e mancate convocazioni con Milan (Coppa Italia), Bologna e Parma. Il giocatore ha oscurato il suo account Instagram, il suo nome è stato sostituito con un enigmatico ‘Ghost’ (fantasma) e la cosa alimenta le ipotesi più disparate che esulano, evidentemente, da problemi fisici onestamente poco credibili. Sarà convocato per la prossima gara interna col Sassuolo? Più facile fare sei al Superenalotto.

