La caduta come occasione di trasformazione, tra immaginazione, politica e realismo magico. Ecco «Falling», personale di Driant Zeneli composta da opere video e installazioni che raccontano alcuni importanti momenti della ricerca dell'artista visivo albanese che esplora l’istante in cui corpi, sistemi e istituzioni perdono equilibrio, rivelando nuove possibilità immaginative. La mostra è allestita nel complesso di San Francesco della Scarpa (piazzetta Giosuè Carducci) a Lecce e sarà inaugurata giovedì 18 dicembre (ore 19, ingresso libero). Il percorso espositivo è curato da Laura Lamonea e promosso dal Polo Biblio-Museale di Lecce e dal Museo Castromediano. «Falling» ha come fulcro espositivo il film When winds in monsoon play, the white peacock will sweep away, ambientato in Bangladesh e realizzato nell’ambito del progetto «The six seasons of the white peacock», promosso dalla Regione Puglia, con il Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio attraverso il Polo Biblio Museale di Lecce e il Museo Castromediano, cofinanziato dalla tredicesima edizione del programma Italian Council, dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Nell'opera, realizzata coinvolgendo un'importante rete di istituzioni culturali e artistiche in quattro Paesi - la Samdani Art Foundation in Bangladesh, l’EMST Museo Nazionale d'Arte Contemporanea di Atene in Grecia, la Fondazione Art House di Adrian Paci e Melisa Paci di Scutari in Albania e il Museo Civico di Castelbuono in Italia - un pavone bianco attraversa un viaggio politico e interiore tra architetture simboliche, rivolte recenti e proverbi antichi, in un racconto di realismo magico sostenuto da una colonna sonora che fonde barocco e tradizione bengalese. Completano l'allestimento Short Fairytales for Adults, favola nata dal dialogo con psicoanalisti lacaniani e tradotta in una scultura cinetica con audio; Those who tried to put the rainbow back in the sky, video sull’utopia di riportare un arcobaleno in cielo e Alternative Atelier, un laboratorio attivo che ricicla frammenti di cartapesta carnevalesca, trasformando le rovine in nuova materia creativa. In tutto il progetto, Zeneli afferma che la caduta non è fine, ma passaggio: uno spazio aperto in cui realtà e invenzione convivono e l’immaginazione diventa strumento per leggere – e superare – le nostre rovine. Dalle note della curatrice: «Lasciarsi andare all’attrazione del proprio peso, concedersi alla forza invisibile che ci riporta alla terra. La caduta corrisponde all’attimo in cui i corpi o le istituzioni appaiono vulnerabili, è un accadimento che può smontare le impalcature del potere, preparando una nuova scena», sottolinea Laura Lamonea. «Nelle favole di Driant Zeneli sono molteplici i tentativi di allontanamento dalla terra attraverso i quali l’artista, tra poesia e realismo, osa per andare dove nessuno è mai stato. La chiesa di San Francesco della Scarpa, il cui nucleo centrale risale al XIII secolo, conserva ancora le tracce dei suoi mutamenti, delle cadute, delle rinascite. La caduta anche in questo caso non è un atto terminale, ma la premessa per una nuova dimensione costruita attraverso il tempo». Nato nel 1983 a Scutari, in Albania, Driant Zeneli è un artista visivo che vive e lavora tra Tirana e Torino. La sua ricerca indaga la tensione tra utopia e realtà, tra illusione e fallimento, esplorando le possibilità e i limiti dell’immaginazione contemporanea. Nei suoi film, storia e potere si intrecciano con narrazioni individuali, generando racconti utopici capaci di sovvertire l’ordine naturale delle cose. Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti: Winner of Italian Council 13th edition (2024); Winner of the Moroso Concept Prize, Milano (2017); Winner Young European Artist Trieste Contemporanea Award, Trieste (2009); Winner of the 15th International Onufri Prize, Tirana (2008); Winner di L’attimo fuggente, International Film Festival, Pesaro (2007). Ha pubblicato i volumi Maybe the Cosmos is not so Extraordinary (2019) e In an attempt to get up (2020). La mostra è visitabile fino al 7 gennaio, dal lunedì al sabato ore 8-20, chiusa il 21, 25, 26 e 28 dicembre 2025; 1 e 4 gennaio 2026. Ingresso libero.