
di Stefano Meo
Il nuovo anno al Via del Mare è iniziato esattamente come era finito il vecchio: con una sconfitta. Questa volta a festeggiare è una Roma rimaneggiata, priva di ben 8 giocatori, che non centrava i tre punti fuori casa da 44 giorni costretta a pescare nella formazione Primavera (Romano, Mirra e Lulli) per completare la distinta. Il punteggio finale - 0-2 – non fa una piega contro un Lecce inguardabile,
Nella squadra salentina invece le novità si chiamano Sottil schierato a destra, Banda a sinistra e Camarda al centro che non vedrà un pallone giocabile fino al 64’ quando verrà sostituito da Stulic. Fischio d’inizio e Lecce che prova a dare continuità a quanto visto contro la Juventus ma il fuoco di paglia dura ben poco perché la Roma copre tutti gli spazi, e propone in ripartenza verticalizzazioni che si piantano come lame affilate nel fragile schieramento leccese. Neanche un quarto d’ora di gioco e la squadra di Gasperini passa in vantaggio con Ferguson ben servito da Dybala che, tutto solo in area, batte un rigore in movimento a trafigge Falcone. Colpito a freddo il Lecce prova a reagire ma senza successo. Falcone in rimessa prova ripetuti lanci diretti su Camarda sempre anticipato e sovrastato da Ziòlkowski un baby boom appena entrato nell’orbita della prima squadra. Al minuto 37’ la Roma ha l’occasione per raddoppiare: scambio Dybala, Ferguson, Cristante che gira per El Shaarawy. Tiro e parata di Falcone. Subito dopo arriva il 2-0 di Pisilli annullato però per off side. In chiusura di tempo, infine, ancora Ferguson (42’) prova di destro ma Falcone sventa. Il Lecce? Nessun tiro in porta e fischi dalle tribune.
La ripresa vede in campo Ndri che avvicenda un disordinato Banda Poi Pierotti prende il posto di Sottil ed è proprio l’argentino ad avere sui piedi l’unica occasione da gol della partita. Al 59’ Ndri va sul fondo e mette in mezzo un pallone invitante sul quale si avventa Pierotti all’altezza del dischetto del rigore: porta spalancata e tiro che finisce incredibilmente a lato tra la costernazione di tutto lo stadio. Pensare che qualcuno in società continua a considerare il n.50 giallorosso un attaccante. La Roma fiuta il pericolo e alza il ritmo. Ci prova Dybala (61’) poi il neo entrato Dovbyk centra il bersaglio su azione seguente ad un calcio d’angolo ritenuto a torto concesso irregolarmente. La partita si chiude qui perché il Lecce mostra tutta la sua fragilità e, sopra tutto, l’incapacità conclamata nel costruire azioni da gol.
“E' un dato evidente che c’è un problema nella fase offensiva – il commento di Fabrizio Del Rosso - durante la settimana ci stiamo lavorando tanto, cerchiamo di coinvolgere tutti. Quando una squadra con segna il problema non è del singolo ma globale. Dovremmo trovare gol in più con i difensori. Quando giochiamo contro squadre importanti come stasera l'ideale sarebbe sfruttare le poche occasioni che ti concedono. Oggi ci è andata male con la situazione di Pierotti”.
LECCE (4-2-3-1): Falcone, Gaspar, Veiga, Banda (1’ st N’Dri), Ramadani (64’ Gorter), Camarda (64’ Štulić), Sottil (56’ Pierotti), Gallo, Tiago Gabriel, Kaba (75’ Helgason), Maleh. A disp: Samooja, Ndaba, Siebert, Sala, Pérez, Jean, Kouassi, Marchwiński, Kovac. All. Del Rosso (Di Francesco squalificato).
ROMA (3-4-2-1): Svilar, Cristante, Ferguson (60’ Dovbyk) (86’ Romano), Kone, Çelik, Dybala (79’ Soulé), Ziolkowski, Wesley, Pisilli, Ghilardi, El Shaarawy (60’ Tsimikas). A disp. Vasquez, Zelezny, Angeliño, Mirra, Lulli. All.: Gasperini
ARBITRO: Sacchi di Macerata (Mohktar/Cavallina)
RETI: 14’ Ferguson, 71’ Dovbik

