di Stefano Meo


Sfatare una tradizione negativa che dura da vent’ anni, approfittare di un avversario in evidente difficoltà e ossigenare una classifica che ha bisogno di punti a nove giornate dalla fine della stagione. Il Lecce proverà a fare tutto questo domenica pomeriggio contro una Roma che ha fatto bye bye all’Europa League nella maniera peggiore, sul proprio campo, subendo anche la contestazione dei propri tifosi. Impresa difficile ma non impossibile contro avversario che ora ha come unico obiettivo la qualificazione in Champions ancora tutta da conquistare, è fuori dai primi quattro posti della classifica e scenderà in campo col coltello tra i denti per riconquistare punti, credibilità e affetto dei tifosi. Ma i leader sono stanchi, l’attacco decimato e l’infermeria è piena.

Eusebio Di Francesco torna sul terreno che lo ha visto protagonista come giocatore, Team manager (2005/06) e allenatore (terzo posto e semifinale Champions). Nella Capitale i tifosi non lo hanno dimenticato anche perché ha regalato loro la bellissima sfida col Barcellona all’Olimpico che il 10 aprile 2018 ribaltò, con un perentorio 3-0, la gara di andata al Camp Nou ed il 4-1 dei blaugrana. Il top della sua carriera.

“Non saprei se questo è il momento migliore o peggiore per affrontare la Roma – la sua disamina – conosco l’ambiente e dico che la partita va giocata pensando di approcciare bene perché avranno forze fresche da mettere in campo ma noi dobbiamo essere bravi ad infilarci nelle loro difficoltà e fare la nostra partita senza mai abbassare la guardia perché non ce lo possiamo permettere”. Coulibaly e Sottil non saranno della partita insieme a Gaspar, Berisha e Camarda. “Per il posto di Coulibaly se la giocheranno Gandelman e Fofana che hanno caratteristiche differenti – ha aggiunto – di conseguenza anche il nostro modo di giocare sarà differente e vedremo se questo accadrà all’inizio o durante il match”.

I due gol presi in apertura della seconda frazione di partita con Cremonese e Napoli hanno fatto suonare un campanello d’allarme ma DiFra non drammatizza più di tanto: “E’ la riprova del nostro percorso di crescita e arriva sempre dopo avere disputato un ottimo primo tempo. Ci stiamo lavorando per non commettere più questi errori perché si tratta di disattenzioni generali e non di un singolo reparto”. La Roma è a corto di attaccanti ma ne ha uno, Malen, che sopperisce alle carenze, un cliente davvero difficile da trattare. Come si marca? “Stiamo parlando di un giocatore di altissimo livello con grandi qualità nel muoversi con velocità di giocate negli ultimi 16 metri. Lo abbiamo studiato ma bisognerebbe avere in squadra uno come lui per provare a mettergli il bavaglio. Lo abbiamo visionato e studiato e bisogna aumentare il livello di attenzione”.

A Roma il segno 1 esce con puntualità svizzera dalla stagione 2005/06, l’ultimo punto conquistato dal Lecce è un pareggio – 2-2 – riconducibile al campionato 2004/05 mentre l’unico successo, pesante, storico, porta la data del 20 aprile 1986 quando la squadra di Eugenio Fascetti, già retrocessa in serie B, scucì lo scudetto dalle maglie di Pruzzo e compagni ammutolendo uno stadio Olimpico vestito a festa.