di Stefano Meo

La Roma segna un gol e scongiura la crisi, il Lecce mette in vetrina la sua pochezza tecnica, una buona dose di sfortuna, rimedia la seconda sconfitta consecutiva e rimane ancorato al terz’ultimo posto in classifica in compagnia della Cremonese. All’Olimpico è andata in scena una tradizione che dura da quaranta anni e che vede la Roma sempre vincitrice contro i salentini anche se la sconfitta di misura – 1-0 il finale - è un po’ ingenerosa verso i giallorossi in due buone occasioni che avrebbero meritato una sorte migliore ma nulla di più.
Le novità nella distinta: Stulic, Banda, Gandelman e Ngom sono titolari e l’avvio è anche incoraggiante con la squadra che evidenzia ordine, riduzione degli spazi avversari, raddoppio delle marcature che arginano il furore romanista. Due angoli a stretto giro di posta, un tiro alto di Malen e una conclusione di Pellegrini deviata di piede da Falcone dicono che nei primi 20’ la squadra di Gasperini ha provato a mettere in ghiaccio il risultato da subito. I capitolini sono andati anche in gol (24’) ma il fuorigioco di Pellegrini è stato provvidenziale.
Il Lecce è schierato corto, contrasta, pressa ma una volta conquistato il pallone ha difficoltà nel far ripartire la manovra, nel saltare l’avversario, e di conseguenza il gioco, rallentato, diventa prevedibile e inefficace. Problema vecchio ma, comunque sia, i primi 45’ scorrono senza ulteriori fibrillazioni.
La ripresa si apre con una bella conclusione di Ngom dalla distanza che costringe Svilar a un doppio intervento, sull’angolo successivo Tiago Gabriel colpisce di testa ma manda alto. Un film già visto. Gol sbagliato gol subito. La legge del calcio non ammette deroghe ed al minuti 57 il neo entrato Vaz ben servito da Hermoso di testa mette alle spalle di Falcone facendo esplodere l’Olimpico. Di Francesco corre ai ripari: fuori il solito evanescente Stulic e Gandelman, dentro Cheddira e Fofana poi è Banda a lasciare il campo per infortunio muscolare, al suo posto Ndri che colleziona il 20° subentro, un record.
Le occasioni buone per pareggiare arrivano quando la Roma concede qualche varco di troppo: al 72’ Fofana si ritrova davanti a Svilar ma svuota la vescica al momento del tiro e un minuto dopo Pierotti colpisce di testa a botta sicura ma sulla linea Hermoso salva compiendo un miracolo. Nei minuti finali Di Francesco raschia il fondo del bidone (è il caso di dirlo) rispolverando Sala ed Helgason schierati con un 4-3-3 più propositivo almeno nelle sue intenzioni. Ma non accadrà più nulla.
ROMA: Svilar, Rensch, Cristante, Ndicka, Pellegrini (70’ Venturino), El Aynaoui (51’ Vaz), Tsimikas (75’ Angeliño), Malen (75’ Arena), Hermoso, Mancini (1’ st Ghilardi), Pisilli. A disp. De Marzi, Gollini, Ziolkowski, El Shaarawy, Zaragoza. All. Gasperini.
LECCE: Falcone, Siebert, Štulić (61’ Cheddira), Gandelman (61’ Fofana), Veiga, Banda (67’ N’Dri), Ramadani (85’ Sala), Gallo, Tiago Gabriel, Pierotti (85’ Helgason), Ngom. A disp. Früchtl, Samooja, Ndaba, Pérez, Jean, Marchwiński. All. Di Francesco.
ARBITRO: Sacchi sez. Macerata (Baccini/Zingarelli)
RETE: 57’ Vaz

