Dai bianconeri in crisi ai bianconeri frastornati seppur blasonati il passo è breve per il Lecce che ha ritrovato la grinta e la determinazione dei giorni migliori. Il successo a Udine è rotondo e meritato, al “Via del Mare” arriva nella prossima sfida una Signora confusa per le sberle prese in casa dalla Lazio capolista. Il Lecce è alla prova del nove contro una big che verrà in terra salentina per risalire la china, per ritrovare la mentalità vincente. La squadra del tecnico Spalletti ha sempre grandi nomi da sfoggiare, ma non ha ancora un vero fuoriclasse come ai tempi di Platini, Zidane, Nedved, Higuain o CR7, solo per fare qualche nome. Ci sarebbe il turco Yildiz, ma la sua condizione fisica precaria non gli consente per ora di porsi con continuità nella compagine bianconera. Fare lo sgambetto alla Juve in questo momento è possibile, senza timori riverenziali, ma senza illudersi troppo.

Un Lecce sicuro e caparbio si può giocare il match. Se Geubbels inquadra la porta può diventare devastante, adesso ricorda Krstovic prima maniera, almeno due le occasioni clamorose fallite con i friulani. L’aver ritrovato i gol da calcio d’angolo (Gaspar, N’Dri) è il segnale che il Lecce è tornato a girare per il verso giusto. La poderosa cavalcata di Siebert che ha chiuso il match contro i friulani dimostra lo stato di forma dei giallorossi. Eppure, l’Udinese stordita dalle incursioni del Lecce era riuscita a riaprire la partita nella ripresa, ma l’implacabile Var ha segnalato un millimetrico fuorigioco, uno dei tanti in campionato, che noi ci ostiniamo a criticare perché danneggiano lo spettacolo del calcio; non si può annullare una rete per una scarpa più avanti, per pochi centimetri che dimostrano la maggiore rapidità dell’avversario. Mal comune mezzo gaudio e così sia.

Il Lecce ha sciorinato una prestazione convincente da ripetere spesso. Fari puntati sull’estro di Fatah, anche N’Dri è una spina nel fianco, il giovane Esteban ha preso il palo e punta alla rete. Il centrocampo è da ridisegnare se Coulibaly e Ilic saranno assenti. La Juventus segna poco, ha rimediato già due sconfitte in sette gare, subisce il pressing degli avversari, è in un momento delicato, la fiducia a Spalletti potrebbe esaurirsi in caso di sconfitta, il Lecce può giocarsi le sue carte, non farsi mettere alle corde è determinante. Insomma, Spalletti deve salvare capra e cavoli, pretenderà dai bianconeri l’assalto alla diligenza giallorossa, mentre Di Francesco deve dare continuità alla lotta per la salvezza.

Stefano Bonatesta