Tra infortuni, squalifica e tattica il Lecce rimedia una pesante sconfitta contro il Frosinone in trasferta. Dalla rivoluzione tattica del primo tempo, (3-5-2) con Gallo e Danilo sulle fasce e Monteiro a supporto di Esteban, si è tornati all’antico regime nella ripresa, 4-3-3 prima e 4-2-3-1 dopo, ma a parità di livello tecnico il Frosinone ha dimostrato di avere una marcia in più, gioco di rimessa e verticalizzazioni incessanti e il piatto è servito. Recriminare su alcuni episodi non ha senso, la “linea Orsato” lascia correre, si affida poco al Var e nei casi più dubbi si tende a favorire chi ha subito il fallo in area di rigore.

La rete della bandiera di Monteiro non consola i giallorossi rei di aver sbagliato completamente la gara. Falcone ha limitato il passivo, che poteva essere ancora più tennistico. Purtroppo, non c’è il tempo di respirare per il Lecce, al “Via del Mare” sbarca il Genoa con l’ex Colombo. I rossoblù dopo una brutta partenza hanno recuperato posti in classifica e superato di un punto il Lecce. La società ha dato fiducia al gladiatore De Rossi, che ha messo a segno una vittoria importante contro la Juventus. La squadra ha un’ossatura collaudata con Ostigard, Frendrup, Marcandalli, Ellertsson, Ehizibue, Vitinha, Baldanzi e l’ex Colombo. L’attaccante Osmajic è la mina vagante. Tutta la squadra è solida e determinata.

Per mister Di Francesco tempi difficili, gli infortuni condizionano non poco la formazione, una terza sconfitta consecutiva sarebbe pericolosa, bisogna ritrovare fiducia, grinta e determinazione. Ci vuole il miglior Lecce, le due punte possono coesistere, il giovane Gorter merita fiducia. Un 4-3-3 o 4-2-3-1 poco importa, una prova di carattere e più incisiva per riscattarsi è più importante. 

Stefano Bonatesta